Papa Leone XIV ha presieduto oggi la Messa nella chiesetta che fu consacrata da Paolo VI che fa parte della parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo. Dopo la celebrazione il Papa partecipa alla processione – prima volta di un pontefice – con il simulacro della Madonna del Lago che viene imbarcata su un battello e percorre le acque del Lago di Albano.
Commentando le Letture, Leone XIV nell’omelia osserva: “Gesù spiega come, dopo i tanti miracoli compiuti, manifesterà definitivamente la sua gloria: sacrificando liberamente la sua vita e offrendo sé stesso sulla croce come pane spezzato. E precisa che lo stesso dovrà fare chiunque voglia continuare la sua missione. Gesù rivela, così, che solo l’amore salva”.
Citando Sant’ Agostino, Papa Leone ribadisce: “con l’aiuto di Dio, vogliamo spargere ovunque nel mondo i semi della sua carità infinita, senza stancarci, senza misura, perché oggi e sempre qualcuno possa gioire raccogliendone i frutti. Purtroppo non tutti comprendono la bellezza, la bontà e la concretezza di questo sogno del Creatore, anzi molti pensano che sia un’utopia. Porgere l’altra guancia – dicono – è da perdenti, donare di fronte al rifiuto è da ingenui, perdonare senza limiti è da deboli. Non c’è da stupirsi. Perfino per Pietro è stato difficile accettare questo modo nuovo e diverso di ragionare. Ma Gesù rimane categorico: solo la via dell’amore è la via della vita”.
“Non illudiamoci. L’odio e la violenza – ammonisce Leone XIV – non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite. Lo vediamo ogni giorno, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo”.
“Abbiamo tanto bisogno di vita, di speranza, di serenità, di pace, in noi stessi, nelle nostre città, tra i popoli e le nazioni. Per questo, qualunque sia la ferita, qualunque l’offesa – sprona il Papa – non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore! Non conformiamoci alla mentalità del mondo. Continuiamo ad amare, a donare, a perdonare. E non scoraggiamoci se è difficile: la nostra forza è nel Signore, e con il suo aiuto tutto è possibile”.
Tutto questo – conclude – “ce lo ricorda anche il rito della processione sul lago. Esso evoca un altro miracolo di Gesù, quando il Maestro, sul Lago di Tiberiade, ha raggiunto i discepoli impauriti camminando sulle acque e li ha condotti a riva sedando la tempesta. Proprio quando erano più spaventati, in balia dei venti contrari, li ha esortati ad avere fede e a pregare, per ritrovare pace e, insieme a Lui, continuare a navigare verso la meta desiderata. Stringiamoci, allora, stasera, a Gesù e a Maria, al Figlio e alla Madre, per essere, uniti, non solo sul lago, ma in tutte le notti del mondo, un riflesso rasserenante della presenza di Dio, e un’eco irresistibile del suo amore che invita ad amare”.




