“Oggi il Vangelo ci parla di un valore fondamentale della vita cristiana: il perdono. Gesù lo ha insegnato e testimoniato fin sulla croce, dove ha pregato il Padre per i suoi persecutori con le parole che tutti conosciamo: ‘Perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Nel brano odierno, Pietro interroga il Maestro proprio su questo tema: ‘Signore – gli chiede -, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?’. Le sue parole mostrano un cuore generoso: il numero sette, infatti, nella Bibbia simboleggia la pienezza, e ‘perdonare sette volte’ vuol dire perdonare con grande larghezza”. Così Papa Leone nell’Angelus recitato in piazza San Pietro.
“La risposta di Gesù, però, va oltre: ‘Non ti dico fino a sette volte – afferma il Pontefice -, ma fino a settanta volte sette’, cioè oltre ogni limite, senza misura. E per chiarire meglio il suo pensiero, il Salvatore racconta la parabola di un servo che aveva, nei confronti del suo padrone, un debito così grande da essere praticamente insolvibile. Ottenutone il condono per pura misericordia, non aveva però mostrato la stessa pietà nei confronti di un suo compagno, e per questo era stato rimproverato e punito severamente”. “Con queste parole – continua il Papa – Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore, e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà. Per questo la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, è anche la regola migliore per il nostro stare insieme. Lo sperimentiamo ogni giorno. Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre”.
Il Papa, dopo la preghiera dell’Angelus, ha ricordato, in lingua inglese, le vittime dell’11 settembre, affermando che due giorni fa, nel 25esimo anniversario dell’attentato contro le Torri Gemelle, a pregato per le vittime e per i parenti delle stesse.






