“Uscire da una logica del dominio. È la crisi del multilateralismo che, purtroppo, caratterizza oggi i rapporti internazionali. E ciò dà adito a un diffuso pessimismo, che si respirava anche all’Onu”. Lo afferma, in un’intervista a la Repubblica, il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin. “La crisi del multilateralismo – aggiunge – non è un fenomeno recente; si manifesta nella difficoltà a raggiungere un consenso e offrire risposte comuni efficaci. A ciò si aggiungono l’aggravarsi delle emergenze umanitarie. Vedo nella perdita della fiducia reciproca la causa principale”.
Cosa pensa dell’Iran e quali soluzioni propone la Santa Sede? “Una convinzione che ho più volte richiamato – prosegue Parolin -, anche nel mio intervento all’Assemblea Generale di pochi giorni fa, è che le disuguaglianze, l’esclusione, la negazione dei diritti fondamentali e la mancata capacità di riconoscere l’altro come fratello e non come rivale, restano tra le cause profonde dei conflitti; per questo è necessario innanzitutto uscire da una ‘logica del dominio’. È una situazione che desta grande apprensione, soprattutto per il prezzo che paga la popolazione civile; per questo la Santa Sede non si stanca di richiamare tutte le parti a preferire la via del dialogo alla forza”.
Come giudica quanto accade a Gaza? “La situazione umanitaria – afferma ancora il segretario di Stato della Santa Sede – resta estremamente difficile per due milioni di palestinesi. La soluzione che la Santa Sede continua a sostenere è quella dei due Stati, per garantire sia al popolo palestinese che a quello israeliano il diritto a vivere in pace nella propria terra”.
L’Ucraina ha diritto a difendersi e va aiutata? E quale soluzione suggerite per porre fine alla guerra? “La situazione è molto preoccupante – prosegue Parolin -, aggravata dalla prospettiva dell’inverno. Certamente, non si può negare ad un popolo il diritto di difendersi – in questo senso la dottrina della Chiesa è chiara – ma la Santa Sede sottolinea la necessità di mettere fine alle ostilità, per cui incoraggia ogni iniziativa per raggiungere un cessate il fuoco immediato, completo ed effettivo” conclude.




