“La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi”.
Lo afferma su X il Papa aggiungendo al suo messaggio, nell’odierna Giornata mondiale contro la pena di morte, l’hashtag #NoDeathPenalty.
L’udienza con i direttori di museo
“Ogni museo è luogo di memoria, di bellezza e di storia, che favorisce l’incontro tra generazioni, promuovendo la cultura e l’umana creatività. Nel corso dei secoli la Chiesa ha coltivato un rapporto speciale con la dimensione artistica, apprezzando ogni sua forma. L’arte, infatti, è il modo attraverso il quale l’uomo, con il proprio ingegno, valorizza e trasfigura la materia, ovvero il creato che abita a immagine e somiglianza di Dio”. Con queste parole, papa Leone XIV ha salutato i partecipanti al Meeting dei Direttori dei Musei di tutto il mondo che si riuniscono a roma sul tema della Materialità che, secondo lo stesso pontefice, risulta di particolare interesse, oltre che per esplorare i rapporti tra oggetto e interpretazione dell’opera d’arte, anche per riflettere sulla qualità specifica della materia, come luogo nel quale Dio stesso ha voluto rivelarsi”.
E proprio sulla materia, papa Leone XIV si concentra per la seconda parte del suo discorso: definisce la materia “un dono che ci viene consegnato” e con “la sua maestria” dell’artista questa viene trasformata. E ricorda che lo stesso Gesù “lavorava con le sue mani, prendendo contatto quotidiano con la materia creata da Dio”.
E poi, un altro aspetto della materia: la sua duttilità perché “può essere modellata secondo l’idea dell’artista, per esprimerne l’intuizione, dando corpo o suono a emozioni, sogni e parole”continua il pontefice. “L’arte, infatti, è un processo creativo attraverso cui l’uomo, imitando l’opera di Dio, plasma la materia per infondervi un significato trascendente. Essa diventa così segno di quella bellezza che ridesta gli occhi del cuore e della mente, orientando l’uomo verso l’alto”. E poi, in ultimo, la materia è anche “memoria”: “ Le opere conservate nei musei sono testimonianze di una storia che interpella ogni persona, di generazione in generazione” concludono il pontefice.





