“Tutta la comunità internazionale deve fare qualcosa e rompere il cerchio delle ostilità così radicate, specialmente di quanti hanno il potere politico e militare nelle proprie mani”. L’appello sulla sempre più difficile situazione a Gaza arriva dal cardinale Fernando Filoni, Gran maestro dell’ordine equestre del santo sepolcro di Gerusalemme. Filoni tornerà pellegrino in terra santa nei prossimi giorni: celebrerà la solennità dell’Assunta il 15 agosto e farà tappa a Gerusalemme, Betlemme e Nazareth.
“In verità – dice il cardinale in una intervista all’ANSA – avrei preferito fare questo pellegrinaggio in silenzio e quasi in punta di piedi. Farsi pellegrini è sempre un modo per umiliarsi davanti a Dio, meditare e pregare. Farsi pellegrini in Terra Santa oggi non è facile, mentre è in corso una guerra con innumerevoli vittime, dolori e sofferenze, e, al tempo stesso c’è violazione dei diritti umani e internazionali che, sembra, nessuno riesca a far rispettare. Per un cristiano farsi pellegrino nella Terra di Gesù, là dove ebbe origine la propria fede, è irrinunciabile. Significa vivificare la propria fede anche nelle attuali circostanze, essere dalla parte di chi soffre vivendo seppur brevemente in quella Terra senza lasciarsi condizionare dalla paura; significa farsi solidale con chi piange; significa affermare il diritto di vivere ed esistere in pace, lo dico pensando a Israele, ai Palestinesi e a tutte le minoranze, compresi i Cristiani di varie denominazioni che ivi abitano; significa non assuefarsi alla logica della violenza che chiama violenza”.
“In questa solennità liturgica dell’Assunzione di Maria in cielo per i cristiani, il pellegrinaggio – prosegue Filoni – significa visitare il luogo dove Maria, la madre di Gesù, ebbe la sua ultima dimora” e “chiedere luce per coloro che guidano i popoli e lavorano per la pace; dico ciò pensando non solo a Israele e a Gaza, ma anche alle tante guerre che insanguinano il mondo”.
Parlando in particolare di quanto accade nella Striscia Filoni sottolinea che “le conseguenze già in atto sono terribili; bisogna prevedere e provvedere a non aggravare ulteriormente le pene di tutta la popolazione”; il riferimento è anche per l’annunciato piano di occupazione.
La comunità cristiana di Terra Santa è in grande sofferenza: da quasi due anni è senza lavoro per la mancanza di pellegrinaggi. “Di recente l’Ordine del Santo Sepolcro, grazie ai propri membri, ha inviato nel 2024, e non sarà diverso per il 2025, al Patriarcato Latino di Gerusalemme donazioni volontarie per 16 milioni di dollari in sostegno dell’educazione scolastica. E’ questo un formidabile e costante impegno per la pace – commenta il cardinale – e la coesistenza a cominciare dai giovani alunni. Ci sono poi le opere di carità, progetti di lavoro per persone rimaste disoccupate a causa della crisi economica. A Gaza sono stati destinati 1,5 milioni per cibo, acqua, medicinali e carburante”.
Infine l’invito a tutti i cristiani a tornare in quella terra: “Il mio piccolo pellegrinaggio vorrebbe essere anche un incoraggiamento a riprendere i pellegrinaggi in Terra Santa; è un modo concreto di sostenere e aiutare la Comunità cristiana”. (ANSA).




