‘Siamo nel luogo dove una pietra sigillò la morte. Eppure, ora siamo qui per celebrare la vita”. Nella Basilica del Santo Sepolcro, a porte chiuse, il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha presieduto la messa in Coena Domini a porte chiuse. Domenica e’ stato bloccato col Custode di Terra Santa mentre si recava al S. Sepolcro per celebrare la messa delle Palme.
”C’è una tensione che non possiamo ignorare: – ha osservato- fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione”. ”Forse non possiamo cambiare le grandi dinamiche della storia, – ha detto Pizzaballa -ma possiamo decidere se avere parte con Cristo nel suo modo di stare dentro la storia: non sopra, non contro, ma accanto”.
Per la Chiesa locale, spesso ”stanca e provata, a volte tentata di difendersi più che di donarsi”, si tratta di accettare la logica del servizio: ”Non ci è chiesto di essere potenti, ma di avere parte con Lui. Non ci chiede di risolvere tutto, ma di non rifiutare il suo modo di amare. Perché una Chiesa ha parte con Cristo non quando è al sicuro, ma quando accetta di condividere il suo abbassamento. Avere parte con Lui, per noi che viviamo e testimoniamo il Vangelo in questa terra, significa imparare il linguaggio del chinarsi”.





