L’edificio fu edificato all’inizio del 1700 in onere della Madonna della Stella, Santa patrona della piccola comunità di Armento, in provincia di Potenza, ed è ancora utilizzato dai residenti in occasioni delle festività in suo onore. Il Santuario, di recente completamente intonacato di bianco, conserva nell’edificio di culto la semplicità delle linee dell’originaria fondazione, forse basiliana, con chiesa a navata unica orientata esattamente E-O e paramento in pietra a blocchetti quasi regolari disposti su filari orizzontali, visibili esternamente sull’abside, sotto la porzione di intonaco caduta. Nell’impianto generale, invece, ripropone gli elementi costitutivi di un santuario greco del periodo classico (il recinto o témenos e il bosco, ossia la yle, consacrato alla divinità; la fonte o kréne, l’altare per i sacrifici, o béma, antistante la porta d’ingresso; gli spazi dove celebrare il banchetto rituale), anticipando idealmente quanto di un’area sacra è stato scoperto in località Serra Lustrante, al termine del sentiero.
L’esterno dell’edificio è molto semplice, intonacato di bianco e con una facciata asimmetrica: l’elemento principale è definito dalla facciata della chiesa, semplicemente configurata a capanna, con una tettoia spiovente in coppi in corrispondenza dell’ingresso, al di sopra della quale vi è un oculus circolare molto semplice. L’unico accenno di decorazione è dato da una parasta laterale, con modanature lineari in bassorilievo e l’indicazione di una linea di podio. Adiacente alla facciata della chiesa vi è poi un altro corpo di fabbrica più basso, coperto da un’unica falda spiovente, sul cui prospetto principale si apre una semplice finestra.
Un piccolo volume semi-cilindrico fuoriesce, dalla zona absidale, in corrispondenza della nicchia interna che ospita la statua della Vergine. Ha un paramento murario completamente intonacato definito superiormente da un cornicione di gronda modanato. Un piccolo campanile a vela, in mattoni è collocato al vertice della facciata. L’interno è composto da un’unica navata che termina con l’altare a muro sopra il quale vi è la nicchia che ospita la statua della Vergine. Sul lato destro sono evidenti tracce di finestre che attualmente, sono tamponate. A destra presso l’altare vi è la porta che conduce alla sagrestia. La copertura della chiesa è a doppia falda a capanna, mentre ad un livello inferiore, una singola falda copre il piccolo corpo laterale. L’intradosso interno della chiesa è caratterizzato da una volta a botte con lunette, interamente intonacate di bianco in corrispondenza della parte superiore.
La parte bassa delle pareti interne è invece tinteggiata con un intonaco color ruggine che dona un senso di orizzontalità a tutto l’ambiente. L’arredo scultoreo, seppur molto semplice, è caratterizzato da dei lampadari in metallo dorato e da un altare in pietra nella cui cimasa, interamente lignea e con profilo interno arcuato con all’interno l’immagine sacra della Madonna. Sino alla metà del XIX secolo, il pellegrinaggio lungo il sentiero sin qui percorso (la seconda domenica di maggio per il Santuario ed il secondo sabato di settembre per il rientro della statua ad Armento) era preceduto, nei giorni dal 6 all’8 settembre, da una fiera del bestiame (soprattutto ovino, tenuta nell’area attorno alla chiesa). Trovandosi nel santuario verso il tramonto è possibile assistere al fenomeno che potrebbe aver contribuito a suggerire l’appellativo astronomico (Stella) all’intitolazione della Vergine. Il sole, infatti, adattandosi al profilo della cresta retrostante, riduce e concentra i raggi su poche superfici della campagna antistante il santuario in direzione di Corleto e di Guardia Perticara, muovendoli sino ad illuminare esclusivamente la rupe della serra, non a caso chiamata Lustrante o d’Oro.






