I rapporti sono sempre stati molto complicati tra la Chiesa e il regime del Venezuela ma non sono mai stati recisi del tutto anche per favorire la soluzione di alcuni delicate questioni, come la liberazione dei prigionieri politici. E anche in queste ore tutte le strade vengono battute per sperare nel rilascio anche degli italiani detenuti senza motivo nelle carceri venezuelane, come il cooperante Alberto Trentini. Un lavoro senza sosta è portato avanti dalla Chiesa di Caracas guidata da monsignor Raúl Biord Castillo. Le trattative portate avanti con grandissima discrezione sono su più tavoli perché la gestione dei prigionieri da parte delle autorità venezuelane non sarebbe univoca ma frammentata in gruppi di influenza.
Una importante occasione è sfuggita ad ottobre, quando sono stati canonizzati i primi due santi del Venezuela, José Gregorio Hernandez e Maria Carmen Rendiles Martinez. In tanti avevano sperato in un gesto di clemenza da parte di Maduro, che tanto aveva atteso questo momento. Nel 2019 si era presentato da Papa Bergoglio con una statuetta del medico José Gregorio per sollecitarne la beatificazione.
Ad ottobre dello scorso anno, a ridosso delle canonizzazione, a Roma da una parte si tenevano le manifestazioni degli oppositori del regime, che avevano in primo piano proprio la foto di Trentini, dall’altra incontri accademici più patinati nei quali però c’è stata l’occasione di scambi tra la Chiesae il governo del Venezuela.
In Vaticano regna sulla questione il massimo riserbo anche se è noto a tutti che il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, è stato per diversi anni Nunzio a Caracas; c’è poi il Sostituto, monsignor Edgar Pena Parra, che riveste dai tempi di Bergoglio un ruolo chiave in Vaticano e lui è proprio venezuelano.
Ci sono poi le onlus che lavorano sul terreno, dalla Comunità di Sant’Egidio alla Caritas. Proprio Sant’Egidio oggi ha espresso la sua “grande soddisfazione” per la liberazione di Biagio Pilieri da parte delle autorità venezuelane. “Da alcuni mesi la famiglia del sessantenne italo-venezuelano di origini ragusane si era rivolta a Sant’Egidio per favorire la sua scarcerazione”, ha fatto sapere la Comunità non dicendo nulla però su Trentini, In scia al riserbo che un po’ tutti mantengono sperando in una soluzione. Qualche giorno fa, parlando proprio in Vaticano, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, aveva detto che “il governo ha lavorato fin dal primo giorno per la sua liberazione e continua a lavorare” ma “ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda”.
Resta un rapporto tutt’altro che facile. Basti pensare che all’inizio di dicembre (c’era ancora Maduro alla guida) le autorità del Venezuela avevano impedito l’uscita dal Paese del cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo emerito di Caracas. Gli era stato confiscato il passaporto venezuelano e impedito di utilizzare quello diplomatico del Vaticano. (ANSA).




