Una chiamata “urgente” quella di Gesù, anche se “libera” per riscoprire il tesoro della relazione com Dio.
Il Papa commenta così il Vangelo della liturgia di oggi nel commento prima della preghiera dell’ Angelus guidata a Castelgandolfo in Piazza della Libertà.
“L’incontro col Suo Regno è una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, è per un di più di possibilità, non per un di meno” dice il Papa. E “il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza su strade diverse, ma chiama tutti – uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi – a un profondo rinnovamento. Tutti lo possono comprendere e ne sono attratti”.
E infatti “anche oggi la Chiesa è comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilità, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Gesù Cristo: è Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi è disperso”. Perché “Gesù ha chiamato e radunato attorno a sé persone che, altrimenti, non si sarebbero mai frequentate”. Nessuna preferenza, nessuno scarto e allora anche i cristiani di oggi devono chiedere “il dono di distinguere la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto. Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ciò che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi”.
Dopo la preghiera il Papa nei saluti ha ricordato la beatificazione in Libano di Elia Oeyek, patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. “Ha guidato per più di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, è stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato padre del Grande Libano”. Il pensiero del Papa è andato alla guerra in quelle regione: “Seguo con apprensione il perdurare ed inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e a Gaza. rivolgono accurato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei Luoghi Santi di ogni fede religiosa.Rinnovo altresì il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace tanto desiderata per tutta la Regione. Continuiamo a pregare per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra.
Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perché presto si giunga alla riconciliazione e alla pace”.
Un pensiero per vittime e soccorritori dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna, e per la sesta giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che ha come tema le parole del profeta Isaia, io invece non ti dimenticherò mai: “Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono, per la Chiesa e per la società, e impegniamoci a rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso e a garantire loro sempre la giusta attenzione e assistenza”.
Tra i saluto anche quelli per la sagra delle pesche tipica di Castelgandofo tanto che il Papa prima di scendere in piazza a salutare i fedeli ha consegnato alcune pesche ai giovani.





