“È fondamentale che la pastorale scolastica e universitaria sappia rispondere al desiderio che ognuno porta in sé e percorrere insieme un cammino, umano e cristiano”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV, incontrando nell’Aula Paolo VI i partecipanti al Congresso Internazionale sulla pastorale scolastica e universitaria.
Di fronte alle tante difficoltà che i giovani possono trovarsi ad affrontare, il Papa ha auspicato che “le scuole e le università cattoliche siano, prima di tutto, casa, un luogo familiare dove si è attesi. Il primo annuncio, spesso, passa attraverso uno stile di accoglienza: qualcuno che ti guarda negli occhi, che ricorda il tuo nome, che nota la tua assenza, che si rallegra del tuo ritorno”.
“In un ambiente accogliente – ha aggiunto – lo studente può manifestare il suo desiderio profondo di comprendere, di dare un senso alla realtà. Qui si tocca la vocazione propria delle scuole e delle università: la ricerca comune della verità”.
Fate sperimentare – ha esortato – “ai giovani la bellezza dell’incontro con Cristo, la fecondità della sinergia tra fede e ragione, tra il sapere della fede e i diversi altri saperi”.
“Non pochi giovani, oggi, sono come paralizzati dalla paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di essere malintesi, di non corrispondere alle aspettative. Viviamo – ha osservato Leone XIV -in una cultura della prestazione che mette continuamente a confronto e classifica in modo a volte spietato. Una meritocrazia male intesa finisce per non rispettare le persone. Per questo molti finiscono per rinunciare prima ancora di provare. Aiutate i giovani che incontrate ad essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta. Il coraggio nasce da un patto di fiducia: dall’esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso. Gesù non ha scelto i Dodici perché erano coraggiosi; li ha chiamati e, con la sua fiducia, li ha resi capaci. Ai nostri ragazzi dobbiamo poter ripetere le parole che i discepoli rivolsero al cieco Bartimeo: Coraggio! Alzati, ti chiama!”.
Di fronte al desiderio dei giovani di essere amati, Papa Leone ha invito la pastorale scolastica e universitaria a concentrarsi “sull’educazione del cuore. Educare il cuore alla compassione, alla gratitudine, alla capacità di lasciarsi toccare dal dolore degli altri; educarlo alla lode e al desiderio di Dio. Il servizio ai poveri, il volontariato, la cura del creato non sono attività accessorie, ma luoghi dove il cuore impara a dilatarsi. Non dimentichiamo: carità e preghiera sono inseparabili”.
“Falsi maestri e messaggi ingannevoli – ha concluso – promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani. Voi, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro”.





