La Costituzione Gaudium et spes e la missione della Chiesa nel mondo contemporaneo, è il tema scelto da Papa Leone XIV per l’udienza generale di oggi.
“Come il Figlio di Dio si è incarnato per dare la vita al mondo e riconciliarlo con il Padre – ha spiegato il Papa – così la Chiesa abita nel mondo come segno dell’incarnazione di Dio per manifestare il suo disegno di renderci tutti suoi figli in un’unica grande famiglia umana”.
“La prima missione della Chiesa – ha sottolineato – è quella di aiutare le persone ad essere attente alle domande profonde della vita. La logica del profitto a tutti i costi e la manipolazione dell’informazione rischiano di esercitare una indebita pressione affinché le persone si conformino a uno stile di vita centrato sul consumo di beni materiali, ma il nostro cuore è fatto per guardare in alto. I Padri del Concilio ricordano che la missione della Chiesa si realizza anche nel contribuire alla costruzione della città terrena. Tuttavia, i suoi metodi e la sua finalità non sono primariamente di ordine politico, bensì consistono nella testimonianza della fede e della carità, insieme con l’impegno per la giustizia, la pace, la fraternità”.
“Adorando Cristo – ha ammonito Leone XIV – il credente non può accettare l’oppressione dei piccoli e dei poveri, come pure quelle strutture inique che perpetuano condizioni di dipendenza e di ingiustizia. La Dottrina sociale della Chiesa orienta l’azione dei cristiani, che collaborano con tutte le persone di buona volontà nel promuovere il bene comune”.
“Per compiere con efficacia la missione evangelica – ha ricordato ancora il Papa – è necessario che ogni battezzato si impegni a cooperare con la grazia dello Spirito Santo, affinché la sua fede sia viva e si esprima in comportamenti coerenti. Gaudium et spes riserva una menzione particolarealla missione dei fedeli laici, i quali, in forza del Battesimo, sono chiamati ad animare il mondo con lo spirito cristiano e la visione del Vangelo. Luoghi principali di questa azione, che può ben dirsi sacerdotale, sono indubbiamente la famiglia e l’attività lavorativa, ma essa si estende ad ogni ambiente di vita. La Chiesa, infine, è sempre attenta a ciò che nella società avviene e si sviluppa”.
“È compito di tutto il Popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, discernere ciò che nelle culture del nostro tempo è degno di considerazione, avendo sempre come supremo criterio di discernimento la Parola di Dio e la Tradizione della Chiesa. Questo richiede – ha concluso – un animo equilibrato e libero dalle mode culturali, capace di guardare al mondo in modo positivo e, al contempo, saldo nel custodire e presentare il messaggio evangelico nella sua integralità”.’
‘Siamo chiamati a testimoniare Cristo attraverso l’amore, la giustizia e la pace, per costruire un mondo in cui il bene comune e la fraternità prevalgano tra tutti”. Il Papa ha rinnovato l’accorato appello alla pace in occasione del saluto ai fedeli di lingua araba all’udienza generale in piazza San Pietro.






