Il Papa segue ”con profonda preoccupazione” l’attacco all’Iran e all’Angelus lancia un accorato appello alle parti coinvolte affinché si ponga fine alla ”spirale di violenza” prima che diventi ”voragine irreparabile”.
”Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Mo e in Iran in queste ore drammatiche: la stabilità e la pace – osserva -non si costruiscono con minacce reciproche ne’ con le armi che seminano distruzione e dolore e morte ma solo attraverso il dialogo ragionevole, autentico e responsabile”. ”Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”, l’appello di Leone. ”La diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli che anelano ad una convivenza pacifica fondata sulla giustizia”. ”E continuiamo a pregare per la pace ”,
Un appello alla pace anche per il conflitto tra Pakistan ed Afganistan,”per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli.”
Il Papa si è detto “vicino alle popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da violente inondazioni. Prego per le vittime, per le famiglie che hanno perso la casa e per quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso”.
Il pensiero anche al Cameroun nel saluto di un gruppo di fedeli del paese che vivono a Roma: avrò la gioia di visitare il paese in aprile.
L’Angelus
”Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura: ecco quel che i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma per capirlo occorre tempo”.
Il Papa all’Angelus introduce l’evento evangelico della Trasfigurazione in cui Gesù sul monte Tabor mostra la sua natura divina a Pietro, Giacomo e Giovanni. ”La Trasfigurazione – osserva Leone – anticipa la luce della Pasqua, evento di morte e di risurrezione, di tenebra e di luce nuova che Cristo irradia su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria”.
Il Papa dice che ”mentre il male riduce la nostra carne a merce di scambio o a massa anonima, proprio questa stessa carne risplende della gloria di Dio. Il Redentore trasfigura così le piaghe della storia, illuminando la nostra mente e il nostro cuore: la sua rivelazione è una sorpresa di salvezza!”. Il Pontefice interpella i fedeli: ”Ne restiamo affascinati? Il vero volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore?”.






