“Siamo rimasti tutti un po’ sorpresi nel vedere quella percentuale di persone che hanno votato al referendum e credo che veramente la saggezza sarebbe fare tesoro di tutto questo, ognuno dal suo punto di vista naturalmente perché evidentemente ci sono letture diverse sia della partecipazione che del risultato. Ma auspichiamo semplicemente che tutto questo possa aiutare ad una maggiore concordia ed una maggiore collaborazione sempre in vista del bene comune del Paese”. Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin a margine di un evento in Vaticano su Alcide De Gasperi. “Preoccupa la conflittualità che non serve per il bene del Paese. Quindi l’invito – ha aggiunto Parolin – è di approfittare di questo momento, che poi anche a livello internazionale è particolarmente complicato e doloroso, anche per cercare di creare una sinergia, ognuno dal suo punto di vista, ognuno con il suo contributo, ma per il bene del Paese”.
“La Pasqua è la festa della pace, la pace del Signore risorto, e quindi è un’occasione particolare per rinnovare l’invito a mettere fine a questa stoltezza che è la guerra”, ha detto ancora.
Quanto alla cosiddetta “guerra giusta”, alla domanda dei giornalisti se quella di Usa e Israele contro l’Iran possa rientrare in questo concetto, Parolin ha rinviato alle parole del cardinale arcivescovo di New York, Robert McElroy, di qualche giorno fa, secondo il quale l’attacco all’Iran non risponde al criterio della guerra giusta. “Lui ha detto di no, e credo che è così”, ha sottolineato Parolin.
Il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, sottolinea che la liturgia non deve diventare “un campo di battaglia”. E’ quanto ha risposto ai giornalisti che chiedevano un commento sull’invito del Papa, rivolto ieri ai vescovi francesi, per trovare una composizione tra coloro che nella Chiesa seguono il rito ordinario e chi invece vuole la cosiddetta messa in latino, quella tradizionale.
“Credo che condividiamo tutti questa valutazione che il Papa dà, nel senso che la liturgia non deve diventare motivo di conflitto e di divisione tra di noi. Si tratterà di trovare la formula che possa venire incontro alle legittime esigenze”, ha detto Parolin.





