C’erano circa 400 partecipanti da 160 diocesi, e rappresentanti di ordini religiosi e gruppi devozionali provenienti da 100 nazioni in cinque continenti, al secondo incontro preparatorio per la Giornata Mondiale della Gioventù di Seoul del 2027. L’incontro ha visto anche la partecipazione del Cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero Laici, Famiglia e Vita, che si occupa dell’organizzazione della GMG.
Durante l’incontro, il cardinale Farrell è sottolineato che la GMG “non è solamente un evento, ma una espressione vivente della Parola di Dio contenuta nel Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo”.
Farrell ha detto che il pellegrinaggio verso la GMG “deve già iniziare nelle diocesi e nelle parrocchie di ciascuna nazione”, perché la GMG “non dovrebbe limitarsi alla partecipazione a un evento lungo una settimana, ma dovrebbe diventare un tempo per vivere e preparare la fede di ciascuno nella comunità e a casa”.
Il cardinale Farrell ha poi ricordato come il cristianesimo sia stato introdotto in Corea “non da missionari, ma da giovani studenti coreani che hanno scoperto il Vangelo di Cristo e diffuso i suoi insegnamenti”.
Oltre al Cardinale Farrell, hanno preso parte all’incontro preparatorio anche l’arcivescovo Peter Chung Soon-Taick di Seoul, presidente del Comitato Organizzatore della GMG; e l’arcivescovo Giovanni Gaspari, nunzio apostolico in Corea.
L’arcivescovo Chung ha detto di sperare che “quando i giovani verranno a Seoul, avranno un’esperienza che vada oltre la semplice partecipazione ad un grande evento”.
Durante l’incontro del comitato preparatore, i partecipanti hanno esaminato il significato pastorale e lo stato di preparazione della GMG e, in particolare, si sono scambiati buone pratiche per la gestione di questo tipo di eventi.
Il comitato preparatore ha anche organizzato un ricevimento per introdurre la Chiesa coreana e la cultura locale, e i partecipanti all’incontro hanno anche sperimentato la storia e i siti di fede della Chiesa coreana e hanno compiuto un pellegrinaggio al santuario dei martiri a Jeoldusan.





