È disponibile da oggi su Vativision.com e su tutte le principali piattaforme il nuovo podcast dedicato alla vita di San Carlo Acutis, il giovane proclamato Santo domenica scorsa e scomparso prematuramente a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante.
Don Giovanni Emidio Palaia, membro dell’associazione “Amici di Carlo Acutis”, ripercorre la vita del ragazzo soffermandosi su particolari inediti e significativi. Il racconto parte dai primi anni di vita di Carlo e arriva agli ultimi giorni, offrendo un ritratto profondo e commovente della sua esistenza.
Il podcast, suddiviso in quattro episodi e intitolato “Carlo Acutis: la sua vita”, è prodotto da Vativision, piattaforma multimediale che propone contenuti di ispirazione cristiana: podcast, notizie, e approfondimenti dal mondo cattolico.
Il podcast è disponibile direttamente sul sito di Vativision oppure su Spotify, Amazon Music, Apple Podcast, Google Podcast e YouTube Podcast.
Don Giovanni Emidio Palaia è sacerdote, docente universitario e scrittore. Insegna discipline etiche e teologiche, è membro della Pontificia Accademia Mariana Internationalis e dirige il gruppo di lavoro e la collana interdisciplinare Mariologia, Persona, Arte, Città, Cultura e Salute. È inoltre membro dell’Associazione “Amici di Carlo Acutis”.
Nonostante quello che si potrebbe pensare di un giovane divenuto santo, Carlo era un ragazzo assolutamente normale, come la maggior parte dei suoi coetanei, ma con un’armonia assolutamente speciale, grazie alla sua grande amicizia con Gesù.
Oltre ai doveri principali del suo stato come quello di studente e figlio, riesce a trovare il tempo per insegnare catechismo ai bambini che si preparano alla Prima Comunione e alla Cresima; a fare il volontariato alla mensa dei poveri dei cappuccini e delle suore di madre Teresa; a soccorrere i poveri che vivono nel suo quartiere; ad aiutare i bambini in difficoltà con i compiti; a fare opere di apostolato con internet; a suonare il sassofono; a giocare a pallone; a progettare programmi con il computer; a divertirsi con i videogiochi; a guardare i film polizieschi e a girare filmini con i suoi cani e i suoi gatti. “Essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma di vita”, scriveva quando aveva solo sette anni.
E da allora è stato sempre fedele a questo programma fino alla sua dipartita per il Cielo avvenuta tra l’11 e il 12 ottobre del 2006 presso l’Ospedale San Gerardo di Monza.






