“Mi pare molto improbabile, almeno nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa cambi i propri insegnamenti sulla sessualità e sul matrimonio”. A dirlo in un’intervista anticipata da La Repubblica e contenuta in una biografia in uscita oggi è Papa Leone XIV.
“Capisco bene che questo sia un tema controverso, e che alcune persone avanzeranno richieste come: ‘Vogliamo il riconoscimento del matrimonio gay’, o ‘vogliamo il riconoscimento delle persone trans’, affinché siano ufficialmente accolti e approvati dalla Chiesa. Gli individui saranno accolti e ricevuti – precisa – qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo, con ogni genere di difficoltà, di situazioni di vita e di scelte compiute”.
Sul presidente Trump, Leone XIV risponde che “è impossibile che il Papa entri nelle questioni dei singoli paesi” e aggiunge che “sarebbe molto più opportuno che i vertici della Chiesa negli Stati Uniti si impegnassero con lui in modo serio e approfondito. Direi lo stesso di qualsiasi governo”. “Una delle iniziative più significative che papa Francesco ha intrapreso verso la fine del suo pontificato è stata la lettera sul trattamento dei migranti – osserva – Mi ha fatto molto piacere vedere come i vescovi statunitensi l’abbiano accolta e come alcuni di loro abbiano avuto il coraggio di portarne avanti il messaggio”.
Prevost sottolinea poi la necessità di “affrontare con urgenza tali questioni: la crisi che si profila con la tecnologia, l’intelligenza artificiale, il mondo del lavoro, la possibilità di garantire posti di lavoro sufficienti per tutti”.
“Se automatizziamo l’intero pianeta e solo pochi dispongono dei mezzi necessari per vivere bene e condurre un’esistenza piena di significato e non appena sufficienti per sopravvivere, allora sì – prosegue – c’è un grande problema, un enorme problema che si staglia all’orizzonte”.






