C’è una ripresa delle vocazioni sacerdotali in Inghilterra e Galles, sebbene non vi sia una svolta decisiva. E così l’arcivescovo Richard Moth, che da poco si è insediato a Westminster, ha inviato una lettera pastorale per il Mese di preghiera per le vocazioni, chiedendo a ogni parrocchia dedichi un momento speciale della Settimana per l’intenzione di avere nuovi sacerdoti, chiedendo – recita una preghiera preparata appositamente – di “scegliere tra i discepoli uomini disposti a servire generosamente la Chiesa come sacerdoti nella diocesi di Westminster”.
Lo stato delle ordinazioni in Inghilterra, come detto, è in ripresa. La diocesi di Southwark ha il numero più alto di seminaristi degli ultimi 12 anni, con nove uomini in formazione e altrei sei che stanno valutando di entrare in seminario il prossimo anno.
Nel 2024, nelle diocesi di Inghilterra e Galles e nell’Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham sono state registrate 22 ordinazioni sacerdotali, due in più rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, in 10 delle 22 diocesi non si è registrata alcuna ordinazione nel 2024.
Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale per le Vocazioni, nel 2024 sono entrati nel percorso di formazione al sacerdozio 25 nuovi candidati, il numero più alto dal 2020. L’età media di ingresso nel seminario diocesano era di 33,4 anni, mentre per l’anno propedeutico era di 29,1 anni.
Nel contesto delle vocazioni, gli ex membri del clero anglicano rappresentano un elemento cruciale. Un rapporto del Centro Benedetto XVI per la Religione, l’Etica e la Società indica che dal 1992 circa 700 tra ecclesiastici e religiosi anglicani sono stati accolti nella Chiesa cattolica, e gli ex anglicani hanno rappresentato quasi il 35% del totale delle ordinazioni diocesane e ordinariali in Inghilterra e Galles tra il 1992 e il 2024.






