“Dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, Schuman ebbe la felice intuizione, e cito: ‘Che la pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi proporzionati ai pericoli che ci minacciano’. Ancora oggi, in un tempo di ripresa dei conflitti, l’Unione europea rappresenta quello sforzo creativo di cui parlava Schuman, che ha consentito al continente di vivere uno dei suoi più lunghi periodi di pace”. Lo dichiara il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, nel suo discorso di accettazione dell’Ordine europeo al Merito pronunciato nell’aula del Parlamento europeo.
Parolin esprime la sua “viva gratitudine per l’insigne onorificenza che mi è stata conferita, che considero come un segno di stima, oltre che per la mia persona, soprattutto per la Santa Sede e per il suo operato nel consesso delle nazioni”, portando all’aula il saluto del papa Leone XIV. La decisione di insignire tale premio, “avvenuta in prossimità del settantacinquesimo anniversario della dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, porta a volgere lo sguardo a quell’insigne padre fondatore, per il quale, in seno alla Chiesa cattolica, è in corso il processo di beatificazione”.
“Oggi la pace è minacciata da più parti, e ferita anche in Europa dalla guerra in Ucraina”, sottolinea Parolin. “Tuttavia, essa rimane una promessa fondamentale dell’Ue e un chiaro impegno internazionale della Santa Sede, come è stato ribadito in numerose occasioni dal Santo Padre Leone XIV fin dalla sua elezione. “Alla base della nostra convivenza civile vi sono poi valori che affondano le loro radici nella storia cristiana dell’Europa, e di cui i padri fondatori si sono fatti eloquenti testimoni. Tra questi è innanzitutto l’affermazione della dignità umana che è inviolabile e deve essere sempre tutelata in ogni fase della vita”, conclude.





