2007-2026: quest’anno il ‘Giugno Antoniano’ a Padova ‘taglia’ il traguardo dei 20 anni di attività: un anniversario che non è solo una ricorrenza cronologica, ma il consolidamento di un’esperienza spirituale e culturale che unisce fede, arte e territorio. Quindi l’edizione di quest’anno assume una rilevanza spirituale straordinaria, intrecciandosi con le celebrazioni dell’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi ed in racconto Anno di grazia francescano, indetto da papa Leone XIV, il ‘Giugno Antoniano’ mette al centro il legame indissolubile tra il Santo assisiate ed il Santo di Padova, che è stato ed è un’eredità viva, in quanto sant’Antonio, contemporaneo di san Francesco, ne raccolse la passione per il Vangelo e lo slancio missionario, diventando, proprio su mandato dell’assisiate, un efficace predicatore e protettore degli ultimi.
Un’occasione per riscoprire sant’Antonio non solo come taumaturgo, ma come contemporaneo di san Francesco attraverso l’affresco ‘San Francesco e la predica agli uccelli’, nella cappella radiale della basilica decorata dall’artista Ubaldo Oppi: una scelta iconografica apparentemente curiosa considerando gli 800 anni dalla morte, ma gli organizzatori hanno voluto così sottolineare quanto il messaggio francescano sia fecondo ed attuale, capace di dialogare con tutto il Creato e le sue creature anche in tempi di come quelli attuali.
Al rettore della Basilica di sant’Antonio da Padova, p. Antonio Ramina , chiede di spiegare il motivo, per il quale il Giugno Antoniano ‘esplora’ il volto contemporaneo della devozione antoniana: “Il Giugno Antoniano, che quest’anno festeggia la ventesima edizione, racconta la devozione secolare a sant’Antonio tra fede, arte, musica e approfondimenti culturali in chiave non soltanto tradizionale, ma interpretando la sensibilità di oggi. In questo senso è emblematico il ‘Progetto 13 giugno online’ per portare la solennità del Santo nelle case dei devoti, soprattutto di coloro che non potranno essere presenti nel santuario.
Il sito web dedicato e interattivo www.13giugno.org permette non solo di seguire l’intera giornata tramite PC o mobile, ma anche di fare virtualmente tutti quei gesti che si compiono solitamente in basilica, come seguire le messe o scrivere una preghiera a sant’Antonio (che sarà stampata e portata alla Tomba del Santo dai frati), o anche fare una donazione a Caritas Sant’Antonio per i progetti di solidarietà dei frati della Basilica”.
Quale rapporto c’è tra sant’Antonio e san Francesco?
“Contemporanei per pochi anni (1220-1226), san Francesco d’Assisi e sant’Antonio di Padova vissero un legame profondo ma scandito da rari contatti diretti. Antonio, ex agostiniano, divenne un fervente seguace di Francesco, incontrandolo al Capitolo delle Stuoie nel 1221 ed assistendo ad una sua apparizione miracolosa ad Arles nel 1224. La svolta nel loro rapporto avvenne tra il 1223 e il 1224, quando san Francesco inviò a sant’Antonio un celebre biglietto. Chiamandolo ‘mio Vescovo’, lo investì ufficialmente come predicatore e maestro di teologia per i frati. Pur mantenendo uno stile e una formazione diversi, più legati alla riforma ecclesiastica che alla semplice vita tra i poveri, sant’Antonio rimase fedele ai capisaldi francescani: povertà, missione e contemplazione”.
Sant’Antonio aveva abbracciato l’ordine agostiniano: per quale motivo divenne francescano?
“Nato a Lisbona nel 1195, il nobile Fernando entrò, a soli 15 anni, tra i Canonici Regolari Agostiniani, dedicandosi ad una vita di preghiera e studio della Parola di Dio. Tuttavia, le mura del monastero divennero presto strette per il suo crescente desiderio di annunciare il Vangelo. La svolta avvenne grazie all’incontro con alcuni frati francescani diretti in Marocco.
Quando in Portogallo rientrarono i corpi martirizzati di questi francescani, Fernando rimase profondamente colpito dal loro sacrificio. Sconvolto e provocato da quell’evento, dopo una profonda crisi spirituale, decise di lasciare l’ordine agostiniano. Abbracciò così il francescanesimo, spinto dal sogno di diventare missionario e donare la vita per Cristo”.
Allora, per quale motivo l’immagine simbolo è l’affresco ‘San Francesco e la predica agli uccelli’?
Il manifesto del ‘Giugno Antoniano’ di quest’anno raffigura la predica agli uccelli, affrescata negli Anni ’30 del secolo scorso da Ubaldo Oppi nella Cappella di san Francesco nella nostra basilica. Anche se potrebbe apparire inconsueto, lo abbiamo scelto come simbolo di questa ventesima edizione ispirata agli 800 anni dalla morte di San Francesco, perché racconta la capacità di dialogo con il Creato e le sue creature, racchiudendo nel messaggio francescano l’ammonizione di papa Leone XIV a cercare ‘una pace disarmata e disarmante’ con ogni creatura. E’ un promemoria di pace, rispetto e reverenza per ciascuno di noi, umani o animali che siamo, che diventa sempre più irrinunciabile in un mondo che sembra aver smarrito questi valori”.
Come vissero la morte san Francesco e sant’Antonio?
“Si può dire che vissero la morte ‘cantando’. San Francesco aveva ancora nel cuore le strofe del Cantico delle Creature, in cui chiama la morte ‘sorella’. E sant’Antonio'”canta’ a Maria, chiamandola ‘O gloriosa tra le Vergini’. In entrambi i casi vivono la morte come passaggio, nella fede. Sono sostenuto dalla profonda persuasione di essere attesi: dal Signore, da Maria, dalla comunione dei santi. Si talmente erano ‘esercitati’ ad avere un cuore povero che anche la loro stesa vita non era più trattenuta come possedere, ma restituita alla Fonte di ogni bontà, a Dio”.
Cosa significa raggiungere il ventennale del Giugno Antoniano?
“Sicuramente una grande gratitudine, pensando in particolare a chi lo ha ideato per la prima volta nel 2007: l’allora rettore, P. Enzo Poiana, e Gianni Berno, all’epoca presidente capo della Veneranda Arca di Sant’Antonio. Ma il pensiero va anche a tutte le persone di buona volontà e grande professionalità, dai laici alle istituzioni cittadine, che ogni anno si riuniscono con noi frati per progettare insieme eventi di spessore per raccontare la devozione antoniana in uno stile attuale Oggi possiamo ben dire che il marchio ‘Giugno Antoniano’, con i suoi quattro lustri di storia, è diventato nel tempo una tradizione cittadina consolidata, un vero e proprio brand di religiosità e cultura antoniana, che affianca le tradizionali celebrazioni del 13 Giugno, insieme anime contemporanee dell’antica e tradizionale festa del Santo”.





