Al termine della due giorni di lavori che ha radunato in Vaticano circa 180 cardinali di tutto il mondo, è il Papa stesso a tirare le fila: “Diversi gruppi hanno sottolineato l’opportunità di proseguire l’approfondimento del tema della legittima difesa alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nella natura dei conflitti contemporanei. Questa riflessione merita di essere ulteriormente sviluppata con il necessario rigore teologico e pastorale”.
Ieri papa Leone, riprendendo quanto aveva già detto a proposito del conflitto in Iran, aveva ribadito il suo no alla dottrina della guerra giusta, invocata invece da alcuni settori del cattolicesimo Usa che sostengono l’interventismo dell’amministrazione Trump.
“La seconda sessione dei lavori – ha sintetizzato lo stesso Pontefice – ci ha condotti a fare un passo ulteriore, mi sembra che abbiate colto con grande chiarezza una delle intuizioni dell’enciclica Magnifica humanitas: la guerra non è soltanto un conflitto tra gli stati. Nasce molto prima, da una cultura della potenza che attraversa il nostro modo di pensare, di vivere le relazioni, di esercitare il potere, di usare l’economia, la tecnologia e perfino la religione“.
“Se questa è la radice della crisi – ha proseguito Prevost -, la risposta domanda di ricostruire una cultura della cooperazione e del dialogo, capace di dare nuova forza anche al multilateralismo, perché i popoli imparino nuovamente a cercare insieme il bene comune dell’intera famiglia umana. In questo cammino il contributo dei fedeli laici impegnati nella vita pubblica è essenziale”, “la stessa cultura della cooperazione – ha avvertito – cresce attraverso il dialogo ecumenico e interreligioso, non attenua la nostra identità cristiana, ma la rende capace di servire insieme il bene comune e la pace”.
“Ho trovato particolarmente prezioso il modo con cui alcuni di voi hanno affrontato il tema della risposta non violenta di fronte alle molte forme di violenza – suggerisce quindi -. è una forma profondamente evangelica di abitare la storia. Non consiste nella rinuncia al conflitto né in un atteggiamento passivo, ma nello scegliere di affrontarlo senza riprodurne la logica”, “non rinuncia alla verità né tace il male, ma rifiuta di difenderla con la violenza e di trasformare l’altro in un nemico: comincia disarmando se stessi” Leone si dice anche soddisfatto dei lavori stessi: “Poco alla volta, stiamo riscoprendo il significato più autentico del concistoro: il radunarsi del Collegio dei cardinali attorno al Successore di Pietro” per “aiutare il Papa a guidare la Chiesa“.
Non un parlamento, non un congresso nel quale prevalgono opinioni o interessi, ma un’esperienza di comunione al servizio della missione”.
Il Papa dà quindi appuntamento all’anno prossimo: “Come vi ho già anticipato, desidero proseguire questo appuntamento annuale anche a partire dal prossimo anno. Non ho ancora fissato la data: conto di comunicarvela verso la fine di questo anno”.
Foto: Vatican Media




