È di queste ore un appello congiunto dei Cardinali originari della Polonia e dell’Ucraina, riuniti a Roma in occasione del Concistoro, insieme al Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav.
“Nel testo – come riporta anche un comunicato stampa ufficiale della chiesa greco-cattolica ucraina – i firmatari rivolgono un appello ai due popoli affinché proseguano il cammino della riconciliazione. Il documento sottolinea la necessità di disarmare il linguaggio di fronte al crescente clima di tensione tra polacchi e ucraini e invita a proseguire il dialogo avviato con la benedizione di San Giovanni Paolo II”.
“In unità con il Santo Padre Leone XIV, il primo anno di pontificato del quale è segnato da un impegno tenace per la costruzione della pace fondata sul bene comune e da una decisa opposizione alla guerra in tutte le sue dimensioni — dai rapporti tra i popoli e dai conflitti all’interno degli Stati fino alle tensioni sociali — eleviamo la nostra voce dei cardinali originari dalla Polonia e dall’Ucraina riuniti in concistoro, chiamati a portare una responsabilità particolare per la comunità della Chiesa e a sostenere il ministero del Successore di san Pietro. Lo facciamo insieme al nostro fratello, l’Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halych della Chiesa greco-cattolica ucraina, consapevoli che la questione della riconciliazione tra polacchi e ucraini non riguarda soltanto i rapporti tra i due popoli, ma anche la credibilità della nostra comune testimonianza cristiana”, inizia così l’appello intitolato “Voce comune sulla questione delle relazioni polacco-ucraine”.
“Con dolore osserviamo la crescita della tensione reciproca e il riaffiorare dei sentimenti di ostilità tra polacchi e ucraini. Ancora più doloroso è il fatto che ciò accade mentre l’Ucraina continua a sperimentare gli orrori della guerra e la Polonia ha dimostrato negli ultimi anni grande solidarietà con milioni di sorelle e fratelli ucraini. È particolarmente doloroso che questo avvenga proprio nel momento in cui i cattolici ucraini celebrano il 25 ° anniversario dello storico viaggio in Ucraina del Papa che era polacco”, scrivono i cardinali riferendosi alle tensioni di queste ultime ore. In particolare il governo polacco protesta a Zelensky per la volontà di chiedere la riesumazione di Stepan Bandera per inserirlo nel Pantheon degli ucraini illustri e di intitolare un centro operativo delle forze operative dell’Ucraina “Eroi dell’Upa” ovvero il ricordo di uno sterminio di circa 120 mila polacchi. L’UPA è tristemente nota in Polonia per aver condotto una brutale pulizia etnica contro la popolazione polacca tra il 1943 e il 1945, in particolare nelle regioni storiche della Volinia e della Galizia orientale.
Ma sono tutte tensioni passate che l’Ucraina e la Polonia tentano di superare da anni, come anche fece San Giovanni Paolo II.
“Alle nostre spalle ci sono anni di preghiere, incontri, lettere congiunte (2005), dichiarazioni (2013) e messaggi (2023), nonché cooperazione nell’assistenza ai profughi e ai bisognosi. Questa eredità è un grande impegno ricevuto da coloro che prima di noi hanno avuto il coraggio di dire la verità senza disprezzo e odio, di esortare alla conversione, di chiedere umilmente perdono e di perdonare con coraggio, tendendo la mano della riconciliazione nonostante ferite ancora aperte e dolorose”, si legge ancora nell’appello.
“Sentiamo il dovere di non abbandonare il cammino comune iniziato con la benedizione di san Giovanni Paolo II, ma di percorrerlo con pazienza e coraggio. Troppe cose uniscono i nostri popoli perché ci potessimo permettere che la comune eredità vada dispersa. Imponendo agli altri una visione particolare del passato e del futuro, ci arrendiamo alla cultura della violenza e della forza che oggi domina. Insieme al Santo Padre Leone XIV, esortiamo tutti a pensare in termini di bene comune e non solo di interessi privati. Il Vangelo in cui crediamo ci insegna che il rimedio al peccato è il perdono, e che il limite che Dio ha posto al male è la misericordia”, concludono i cardinali polacchi e ucraini.





