“Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca”. Lo dice ad Avvenire l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky. Inizia oggi, riferisce il giornale, la terza visita di Zuppi a Mosca (dopo quelle di giugno 2023 e ottobre 2024), che già da oggi sarà nella capitale russa in vista di tre giornate di incontri che si concluderanno mercoledì dopo la visita di luglio in Ucraina. La diplomazia umanitaria “ha prodotto risultati concreti”, dice l’ambasciatore, sottolineando come “il cardinale Zuppi rappresenti un significativo canale per lo scambio di informazioni di carattere umanitario, anche sui prigionieri di guerra” e come “durante la sua ultima visita in Ucraina” abbia “anche visitato i prigionieri di guerra russi”. “Lo scambio di prigionieri di guerra è un processo molto difficile, frutto di accordi complessi. Ogni volta che si riesce a raggiungere un’intesa si tratta di un risultato di grande rilevanza – afferma – Siamo molto grati al cardinale Zuppi per il suo contributo”.
Sullo scambio di prigionieri civili rimarca come si tratti di un “tema nuovo”. “Sarà necessario un lavoro approfondito per stabilire con precisione chi rientri in questa categoria. Sulla base degli elenchi ricevuti finora, è ancora difficile valutare in quale misura tali scambi siano possibili”, prosegue, assicurando che “a Mosca vengono esaminati attentamente tutti gli elenchi trasmessi dal cardinale Zuppi”. “Finora sono stati esaminati 310 casi e sono già avvenuti ricongiungimenti familiari sia in Russia sia in Ucraina”, dice ancora.
“Con la Santa Sede proseguiamo una regolare attività diplomatica – dice l’ambasciatore – Purtroppo nell’Europa di oggi ciò che dovrebbe essere la norma è diventato un’eccezione. Giudichiamo molto positivamente l’approccio vaticano e constatiamo con profondo rammarico la mancanza di volontà di dialogo da parte di molti Paesi europei. E’ proprio in presenza di profonde divergenze che il dialogo diventa quanto mai necessario”. “Sosteniamo le parole del Papa. Il riarmo dell’Europa è un processo pericoloso ed è purtroppo anche il risultato della completa assenza di dialogo tra Russia e Paesi dell’Ue – conclude nell’intervista ad Avvenire – Osserviamo che una parte delle élite europee cerca di riarmare non soltanto i Paesi, ma anche le menti e i cuori degli europei che vivono gravi problemi economici.
Sono proprio queste forze a sabotare il processo di pace in Ucraina, perché interessate al proseguimento della guerra e al potenziamento della produzione bellica”.
“Gli incontri con funzionari russi sono previsti per lunedì, martedì e mercoledì. Rientra tutto nella missione umanitaria che mi è stata inizialmente affidata da Papa Francesco e poi confermata da Papa Leone XIV”, sono le parole del cardinale Zuppi, presidente della Cei, pubblicate dall’agenzia russa Tass sul nuovo viaggio in Russia.
“Sono stato incaricato di sostenere il lavoro delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e ai civili che derivano dal conflitto – ha precisato Zuppi nelle dichiarazioni pubblicate dalla Tass – Stiamo valutando tutte le richieste da parte ucraina e russa nel contesto del dialogo già iniziato. Auspichiamo di sviluppare ulteriormente questo dialogo dal momento che sappiamo quanta sofferenza provochi la guerra. Stiamo cercando di contribuire a porvi fine”.





