Mattinata intensa, ieri, in Sala Stampa vaticana per la Conferenza Stampa di presentazione dell’Incontro di papa Leone XIV con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali in ricordo dei dieci anni dalla Lettera enciclica di papa Francesco, “Amoris laetitia”. Il titolo dell’incontro dice tutto: “Annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”. L’incontro si svolgerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano dal pomeriggio di mercoledì 7 ottobre 2026 al tardo pomeriggio di mercoledì 14 ottobre 2026. E proprio nella giornata conclusiva, sarà il pontefice a presiedere la Santa Messa in Piazza San Pietro alle ore 10.00. Quella di stamane è stata una conferenza stampa che ha avuto come relatori diverse figure della Chiesa: una Chiesa attenta alle famiglie. Le voci si alternano, e cercano di dare una panoramica di ciò che animerà l’aula Paolo VI nei prossimi giorni.
La professoressa Gabriella Gambino, Sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita nonché Coordinatrice delle famiglie durante l’incontro, fin da subito pone attenzione al tempo trascorso: un tempo “significativo per fermarsi a riflettere e ascoltare i Vescovi sul cammino che le Chiese locali stanno percorrendo con le famiglie” così spiega. Davanti, tante trasformazioni avvenute che “rendono sempre più difficile per le famiglie vivere e trasmettere la fede” sottolinea. Eppure i giovani hanno bisogno di scoprire la bellezza della vocazione matrimoniale per “poter vivere il loro amore coniugale in Cristo, testimoniarlo e trasmetterlo ai figli ed essere così parte di una Chiesa viva”. E, intanto, le stesse Conferenze Episcopali, in questi anni, hanno lavorato sulle linee-guida della stessa esortazione. Papa Leone XIV – sottolinea la relatrice – “ci ha esortati affinché l’evangelizzazione diventi davvero un atto ecclesiale, in cui pastori e famiglie si sentano corresponsabili e partecipino insieme all’annuncio del Vangelo”. Purtroppo lo scenario non è dei più semplici e rosei: i numeri non sono confortanti. I matrimoni religiosi celebrati negli ultimi 5 anni si sono ridotti del 45%. Urge, quindi, una pastorale familiare che possa seguire “le varie fasi della vita familiare, dall’annuncio ai giovani della vocazione al matrimonio fino all’accompagnamento delle famiglie nelle difficoltà” ricorda. E, in merito all’incontro prossimo, insieme ai Capi delle chiese saranno presenti alcune famiglie, scelte da alcuni vescovi tenendo conto della varietà delle provenienze geografiche.
Orietta Rachele Grazioli, Docente stabile di “Diritto canonico e comparato della famiglia” presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia – Vice- coordinatrice degli esperti durante l’incontro, pone l’attenzione del suo intervento, anche lei, sulle rapide trasformazioni che il mondo sta affrontando. Parla di “creatività di molte famiglie” e invita ad approfondire le realtà familiari del mondo. C’è bisogno di ascolto e discernimento. C’è bisogno, dunque, dell’ascolto reciproco e alle risonanze che esso suscita e ad operare un discernimento sinodalesu quali passi sono stati fatti e quali sono ancora da compiere oggi perché la Chiesa possa annunciare il Vangelo con le famiglie e alle famiglie nel mondo che cambia” così sottolinea la professoressa Grazioli. E presenta i 5 temi che faranno da linee-guida per l’assemblea: nello specifico il Tema 2, “I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale”; il Tema 3 “La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo”; il Tema 4 “Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere”; e, infine, i temi 1 e 5 che aprono e chiudono la sessione come il Tema 1 “Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide” e il Tema “Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa”.
Infine, alcune parole sul metodo: il compito di ascolto e discernimento vedrà impegnati esperti, che metteranno a disposizione di tutti i partecipanti le loro specifiche competenze (teologiche, sociologiche, pastorali, canoniche), per “dare voce e sintesi alle questioni che emergeranno dal discernimento di ciascuno” spiega la professoressa. Il fine, ultimo, quello “di annodare tutti quei fili che l’ascolto e il dialogo reciproco creeranno per far sì che ogni singolo contesto locale rappresentato possa fare un passo nel cammino per sostenere la famiglia “sale della terra””.
In ultimo, l’intervento di padre Giacomo Costa, Consultore della Segreteria Generale del Sinodo Responsabile della metodologia durante l’incontro che anche lui si sofferma sul metodo dell’Incontro, ricordando “che il metodo è strettamente legato al suo obiettivo”. Definisce l’incontro “una sorta di assemblea di valutazione”. Sottolinea, inoltre, che “un processo sinodale non si conclude con l’approvazione di un documento”. E’ necessario – sottolinea padre Costa – la “narrazione” del documento: cosa abbiamo imparato dal documento? Questo è il punto centrale. All’incontro saranno presenti anche famiglie, Vescovi ed esperti provenienti da diversi contesti culturali ed ecclesiali. Nel primo pomeriggio sarà dedicato a un tempo di riflessione e preghiera, con l’aiuto di Sr. Helen Alford, op. La preghiera è parte del metodo con cui si lavorerà. Un lavoro che avrà come protagonista la ricchezza della Chiesa. Ogni gruppo farà un report che verrà nel pomeriggio presentato all’assemblea per poterlo discutere. Assieme. Non è un Sinodo, tiene a precisare. Il frutto, un documento che non sarà il frutto – dunque – di un Sinodo, ma una “una restituzione di quanto l’Assemblea avrà riconosciuto attraverso l’ascolto e il discernimento” precisa Costa. I Presidenti delle Conferenze potranno portare quanto emerso nelle rispettive Conferenze Episcopali e promuovere, insieme ad esse, i passi opportuni nei diversi contesti.E conclude: “Non vogliamo semplicemente misurare la distanza tra un testo e la sua applicazione”. Saranno i “risultati dei cammini”: risultati che sapranno rimettere in moto nelle Chiese.





