Un’aula Paolo VI colma di giovani. Se fuori l’aula il tempo meteo non è certo dei migliori, in aula Paolo VI invece sembra proprio che brilli il sole, caldo, dello Spirito, della Chiesa. Nessuna nuvola, ma solo un cielo limpido in un’aula che ospita giovani, bambini, un popolo tutto, fedele, attorno al proprio Pastore, Leone XIV che lo hanno atteso con canti a lui dedicati.
Il papa accoglie per la prima volta i delegati del movimento Jesus Youth, incontrandoli a 40 anni dalla loro fondazione e al termine di un triennio di riflessione e consultazione interna: “Questo è un incontro speciale, perché è la prima volta che il movimento Jesus Youth, con tutti i suoi leader e delegati, si incontra con il Successore di Pietro. Vi siete riuniti in questi giorni per riflettere e discernere come proseguire al meglio il vostro cammino, a quarant’anni dalla nascita del vostro movimento” spiega il pontefice. E poi affronta il tema delle origini del movimento e della sua maturità ecclesiale: un movimento nato nello stato indiano del Kerala nell’alveo del Rinnovamento Carismatico, il movimento è oggi riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede ed è chiamato ad espandersi e ad assumere nuove responsabilità spirituali.
E poi, nonostante le difficoltà incontrate da chi vive in contesti in cui i cristiani sono una minoranza, il pontefice incoraggia i giovani a non smettere di testimoniare la propria fede. Un accento particolare viene posto sul valore del matrimonio e della famiglia missionaria: “Sebbene molti di voi vivono in aree in cui i cristiani sono una minoranza, non abbiate paura di dare testimonianza della vostra amicizia con Gesù. […] In modo particolare, vi lavorare incoraggiamento a con le famiglie per sostenere la vocazione alla vita matrimoniale… Oltre al sacerdozio e alla vita consacrata, è bene promuovere il matrimonio come una chiamata di Dio, una vocazione alla santità”.
In ultimo, un tema importante, quello dell’unità nella diversità, ma anche quello della preghiera e del servizio. Papa Leone XIV esorta i giovani ai pilastri della preghiera e del servizio ai poveri, sottolineando l’importanza di mantenere l’unità a fronte di diverse culture e riti liturgici, sostenuto da una guida pastorale e paterna da parte dei vescovi e dei sacerdoti: “Cercate di preservare la vostra unità, specialmente in mezzo alla grande diversità di estrazione sociale, cultura e lingua… In questo senso, chiedo anche ai sacerdoti e ai vescovi di adottare una prospettiva paterna e lungimirante”.
La Conferenza Internazionale Jesus Youth 2026 è concepita come un momento di grazia, radicato nella gratitudine, nell’unità e nella missione, incentrato sul tema “Andare fino ai confini della terra”. La conferenza celebra due importanti traguardi: il Giubileo di Rubino, che segna i 40 anni del movimento Jesus Youth, ei 10 anni di Approvazione Pontificia da parte della Santa Sede, che ne afferma il carisma e la missione all’interno della Chiesa universale. Ispirati da Atti degli Apostoli, il tema e il logo esprimono un rinnovato appello allo zelo missionario, invitando la famiglia globale di Jesus Youth a guardare indietro con gratitudine, a rimanere uniti nella comunione e ad andare avanti con coraggio per superare confini e cultura.






