”Probabilmente chi scrive o posta, non sa che le indicazioni didattiche per l’insegnamento della religione cattolica (i contenuti) sono adottate con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’istruzione, previa intesa con la Cei, che ne garantisce la conformità con la dottrina della Chiesa cattolica”. Lo sottolinea il portavoce della Cei, Vincenzo Corrado, smentendo ricostruzioni, rimbalzate in questi giorni tra giornali e social, secondo le quali i vescovi italiani promuoverebbero l’insegnamento dell’Islam nelle scuole. Le indicazioni, sottolinea, ”comprendono lo studio dei contenuti principali del Credo cattolico, la lettura diretta del testo biblico e del magistero ecclesiale, l’approfondimento del linguaggio religioso e dei valori evangelici. In coerenza con le finalità della scuola, che è uno degli elementi cardine dell’Intesa su cui si appoggia l’Irc, l’approccio non è di tipo catechistico ma di tipo culturale ed etico”.
”C’è poi da sottolineare un punto importante – osserva ancora l’esponente della Cei – che fra le diverse abilità che si intende promuovere vi è quella che lo studente sappia confrontarsi con gli orientamenti e le risposte cristiane ai più profondi interrogativi della condizione umana, nel rispetto della libertà di coscienza e nel quadro di differenti patrimoni culturali e religiosi presenti in Italia, in Europa e nel mondo. Per questo, l’Irc offre inedite opportunità di educazione al dialogo e alla convivenza pacifica, che può avvenire solo nella verità e nel rispetto della persona. Le schede per gli editori vanno proprio in questo senso. Altro che rinuncia!”.






