“Le elezioni dimostrano chiaramente che la maggioranza non vuole più l’attuale governo”. Lo afferma Nikodemus Schnabel, abate benedettino tedesco a Gerusalemme, in una intervista alla Kna, l’agenzia di stampa cattolica tedesca.
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Il problema è la situazione di stallo autoimposta. I partiti arabi vengono trattati come un terzo blocco. La loro demonizzazione deve finire”, dice il responsabile dell’abbazia sul Monte Sion. “Gli elettori dei partiti arabi hanno chiarito di voler dare una possibilità a Israele e a questa democrazia e di credere che il loro voto conti. Questa è una buona notizia che non viene sufficientemente apprezzata. È una dichiarazione d’amore per la democrazia”.
Per l’abate Schnabel “è necessario un cambio di politica, che può avvenire solo se il primo ministro non è assolutamente Benjamin Netanyahu”.
Quanto invece ad una possibile visita del Papa, il benedettino tedesco commenta: “Noi cristiani, me compreso, siamo sempre stati scettici quando un Papaarriva in una situazione politica precaria senza poter cambiare nulla con la sua visita.
Se ci fosse un nuovo governo, come ho detto, il terreno sarebbe pronto ad accogliere il Papa in questa nuova dinamica politica.
Se la situazione politica si evolvesse verso uno spirito di rinnovamento, il Papa sarebbe addirittura il visitatore ideale per recarsi dagli ebrei, dai musulmani e dai cristiani in Terra Santa e dire: il dialogo è possibile, la riconciliazione è possibile, la pace è possibile. Questo era ciò che rappresentava Papa Leone XIV. È un vero ambasciatore di speranza”.






