“Il Signore ci ha insegnato che il seme può crescere senza che il seminatore sappia come. Madri e nonne: non stancatevi mai di trasmettere la fede! Predicate con la vita e con le parole. Insistete nella preghiera, nell’amore e nella speranza: insistete a tempo opportuno e inopportuno. Fatelo con pazienza, senza durezza e senza scoraggiarvi”. Il Papa, nell’ultimo messa in Uruguay, a Florida, parla al Paese più secolarizzato dell’America latina.
”Anche se i vostri cari sembrano lontani da Dio – osserva – continuate a presentarli a Lui. Non smettete di benedirli, di accompagnarli, di ricordare loro con semplicità ciò che un giorno hanno ricevuto. Ci sono porte che voi non potete aprire, ma Dio sì”.
Leone si rivolge anche agli uomini, “ai padri e ai nonni. I vostri figli e nipoti hanno bisogno di vedere che la fede occupa un posto concreto nella vita degli uomini della vostra famiglia. Prendete esempio da san Giuseppe, che si è assunto il compito di educare Gesù, portandolo al tempio, insegnandogli a lavorare onestamente e mostrandogli che Dio deve occupare il primo posto nella vita di una persona”.
”Cari genitori e nonni, i giovani hanno bisogno di vedervi pregare, avvicinarvi ai Sacramenti, trattare con rispetto le vostre mogli, chiedere perdono e vivere con onestà anche quando ciò richiede sacrificio. Un figlio impara molto vedendo che suo padre sa inginocchiarsi davanti a Dio senza sentirsi per questo meno uomo”, sottolinea il Pontefice nell’omelia.
Il Papa, in Uruguay dove una gran parte di abitanti si definisce ateo o agnostico, prega “per coloro che hanno la responsabilità di governarlo, affinché perseguano con rettitudine il bene di tutti; per le famiglie, per i giovani, per coloro che soffrono, per coloro che si sentono lontani da Dio e per coloro che hanno bisogno di tornare a Lui e cambiare vita”.
Il Pontefice osserva: ”Non possiamo aspettare sempre che chi si è allontanato torni da solo. Uruguay: bisogna mettersi in cammino! Bisogna rientrare nelle case, avvicinarsi alle persone, ascoltarne le domande e portare loro Cristo. Ognuno sa verso chi compiere tale passo: forse un figlio, un amico, un vicino, qualcuno che ha smesso di credere da molto tempo o che non ha mai avuto accanto una persona che gli parlasse di Dio. Possa la Regina del Cielo sostenere coloro che continuano a seminare la fede e insegnarci a riconoscere Cristo nel povero, nel malato e in chi è solo, per portarlo là dove ancora non è conosciuto”.
“A Maria, Capitana e Guida del popolo, desidero consacrare nuovamente questa nazione, affidare alla sua protezione questa terra e tutti coloro che vi abitano, e supplicare Dio affinché, per la sua potente intercessione, vanifichi le opere del demonio e preservi l’amato Uruguay da tutto ciò che vorrebbe allontanarlo da Cristo”. Il Papa, nell’ultima messa in Uruguay considerato il Paese più secolarizzato dell’America latina, evoca il demonio.
Ai fedeli riuniti nella piazza antistante la Cattedrale Basilica di Florida, Santuario Nazionale della Virgen de los Treinta y Tres, spiega che al termine della messa deporrà “la Rosa de Oro davanti a questa immagine. Con tale gesto desidero onorare colei che è veramente ‘onore della nostra gente’ e rendere visibile l’adempimento di quelle parole che lei stessa ha pronunciato: ‘Tutte le generazioni mi chiameranno beata’. A Maria, Capitana e Guida del popolo, desidero consacrare nuovamente questa nazione, affidare alla sua protezione questa terra e tutti coloro che vi abitano”.
Il Papa torna a chiedere ai governanti di lavorare sempre per il bene comune. “In questa Festa della Patrona dell’Uruguay, portiamo davanti al Signore tutto questo popolo. Preghiamo per coloro che hanno la responsabilità di governarlo, affinché perseguano con rettitudine il bene di tutti; per le famiglie, per i giovani, per coloro che soffrono, per coloro che si sentono lontani da Dio e per coloro che hanno bisogno di tornare a Lui e cambiare vita”, ha detto nell’omelia della messa a Florida dove si venera la Vergine dei Trentatré, l’ultimo evento pubblico per Leone in Uruguay.
Il telegramma per le vittime di Cracovia
Il Papa è “profondamente addolorato per la notizia dei morti e dei feriti causati dalla sparatoria di Cracovia” ed “esprime la sua vicinanza spirituale” a “tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”. E’ quanto si legge in un messaggio inviato dal Papa e reso noto dall’arcidiocesi di Cracovia.
Il Papa “intercede per il dono della speranza cristiana per le famiglie in lutto e si unisce a tutti coloro che vivono questi giorni di dolore”. Infine, si legge nel telegramma a firma del cardinale Pietro Parolin, il Papa “assicura le sue preghiere”.





