Il Papaincontra il mondo dell’educazione, all’Università Cattolica dell’Uruguay, e richiama al valore della pace. Parlando ai giovani, Leone cita i cinque sensi e tra questi il tatto: “L’educazione cattolica che voi portate avanti è chiamata a far scoprire alla comunità educativa e educante l’importanza del tatto, delle mani, delle dita, per promuovere la pace”, ha detto Prevost.
Poi ha messo in guardia da un non corretto uso dell’intelligenza artificiale: “Il processo di disumanizzazione che stiamo vivendo rappresenta una sfida per le nostre istituzioni scolastiche e universitarie. Il paradosso risulta sempre più evidente: mentre si attribuisce ‘intelligenza’ ai sistemi informatici, facciamo fatica a riconoscere la dignità inalienabile delle persone, le cui vite vengono giudicate secondo il criterio dell’efficienza e, quando si ritiene che non siano più produttive, vengono respinte e scartate”, ha detto Leone XIV rilanciando le parole che aveva pronunciato all’Unesco nella recente visita in Francia.
In un paese laico e laicista come l’Uruguay, ha ribadito che l’educazione cattolica “non può essere confinata in un circuito chiuso. Deve piuttosto abituarsi ad ascoltare le famiglie, la società civile, le autorità politiche e amministrative, nonché i rappresentanti dei settori produttivi e delle categorie lavorative”. Infine, rispetto ai progetti educativi, ha fatto presente che “le generazioni cambiano molto più rapidamente di un tempo e che rimanere al passo con i tempi, senza abbandonare la sana tradizione, rappresenta una vera sfida”.





