Come ogni martedì torna la rubrica dedicata alla figura di Tommaso da Olera, il frate cappuccino vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento e proclamato Beato nel 2013. Il testo è tratto da “Tommaso da Olera, saggezza umana e sapienza divina” a cura di Clemente Fillarini, Messaggero di Sant’Antonio Editrice.
La riflessione di oggi
Dio leva da te il male a guisa d’un chirurgo che taglia la piaga facendo sentire al paziente dolore, ma fra pochi giorni si vede risanato (II 86).
Tutti sappiamo di interventi chirurgici per guarire da gravi malattie o per eliminare delle imperfezioni del nostro corpo. In caso di necessità ci si rivolge a chi ne ha già fatto esperienza per sentire “com’è andata” e ci si informa sul migliore chirurgo del momento, spesso anche lontano, per una nostra maggiore sicurezza fisica. Ma, forse, per guarire la nostra anima non diamo la stessa importanza.
«Oh quante ferite sono date al mio cuore e non possono esser medicate se non da voi, o soprano chirurgo! Ah, Signore, vedete pur l’anima mia impiagata: e chi già mai la potrà medicare? Voi solo lo potete fare. Ah, medico celeste, mandate l’unguento del vostro Santo Spirito acciò io sia medicato, e, restando io sanato, possa tutto rinnovarmi nell’amor vostro» (II 214). E ancora: «Quando ti troverai in angustie derelitto, sappi che allora ti andrà levando le passioni, gli affanni, l’amor proprio […]; quando ti troverai in affanni e dolori, ricordati che il chirurgo del cielo taglia da te le piaghe fetenti dei vizi e dei peccati per ridurti in sanità» (II 405).






