Come ogni martedì torna la rubrica dedicata alla figura di Tommaso da Olera, il frate cappuccino vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento e proclamato Beato nel 2013. Il testo è tratto da “Tommaso da Olera, saggezza umana e sapienza divina” a cura di Clemente Fillarini, Messaggero di Sant’Antonio Editrice.
La riflessione di oggi
[Gli apostoli] andavano come tanti agnelli tra lupi rapaci, facendo preda tanta e tale che convertirono tutto il mondo alla fede di Cristo (I 291).
Prima ancora di vedere un lupo in carne e ossa, lo abbiamo di certo sentito nominare nelle varie fiabe raccontate per allertare i bambini a non allontanarsi da casa ed essere prudenti negli approcci con le altre persone. Nei documentari lo abbiamo visto come un animale affascinante e simpatico… ma anche tanto pericoloso per l’uomo e dannoso alle nostre greggi. Fra Tommaso vi identifica l’uomo spietato nei riguardi del proprio simile, o chi cerca di aggredire l’anima.
«Ora, o anima devota, devi contemplare questo ammirando spettacolo. Vedi quell’agnello immacolato circondato da lupi, vedi quelle genti infuriate come lo assalgono con arme, bastoni, corde e catene» (I 230); «Seguita il tuo Dio a casa di Caifa, vedi la pecorella tra tanti lupi» (I 232); «Andava questo mansuetissimo agnello tra lupi rapaci che non vedevano l’ora di divorarlo» (I 244). «Disse ai suoi apostoli che li mandava come agnelli tra lupi. Ma chi potrà mai scrivere le carezze e le parole che diceva il Signore a questi poveri peccatori?» (I 276), e così Maria: «Mi par a vedere in spirito la nostra regina tutta rapita in spirito che gettava raggi celesti, che consolava quegli afflitti apostoli, quali erano restati orfani, afflitti, timorosi, circondati da lupi rapaci dei principi dei sacerdoti, i quali cercavano di divorarli» (II 568, III 84).
«Il nostro Iddio tiene la sua santa chiesa risplendente con esempi, dottrina e miracoli che sono a guisa di tante fiamme ardenti, mantenendola, difendendola e proteggendola dai lupi, dagli eretici e dai mali cristiani» (II 570). «Beati quei figliuoli che saranno ubbidienti e devoti a quest’antica madre che vigila sopra il suo gregge, difendendoli dai lupi rapaci» (III 120); «e venendo il lupo per divorare alcune pecore, queste si rifugiano in Dio, e per l’amore ardente che gli portano, sempre pascolano alla sua presenza» (cf. II 303). «Molti mostrano umiltà di fuori, ma nell’interno sono di superbia pieni, coperti e vestiti di pelli di pecore, ma poi di dentro sono lupi rapaci» (II 402), o «mostrano perfezione, vestendosi, come dice Cristo, di pelle d’agnello, ma dentro poi sono lupi rapaci» (II 433).






