Come ogni martedì torna la rubrica dedicata alla figura di Tommaso da Olera, il frate cappuccino vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento e proclamato Beato nel 2013. Il testo è tratto da “Tommaso da Olera, saggezza umana e sapienza divina” a cura di Clemente Fillarini, Messaggero di Sant’Antonio Editrice.
La riflessione di oggi
Fu un reliquiario il castissimo ventre di Maria, e in esso doveva metter quella reliquia del cielo e della terra che fu la seconda persona della Santissima Trinità, [nel modo detto dall’angelo:] «la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra» (II 592).
Ombra è la zona di completa oscurità, o di minore luminosità, prodotta da un corpo opaco che si interpone tra essa e la sorgente di luce. Nel beato Tommaso, fra le altre occorrenze, si nota in particolare la metafora della luce per l’anima, che è Dio, e l’ostacolo che vi si frappone, il vizio e il peccato [→ Oscurità, Tenebre].
«Il sole della giustizia illuminò l’oscura notte dell’anima che viveva nell’ombra della morte, vedendo ora il chiaro sole per mezzo delle virtù sante, e tanto s’adorna e si veste delle virtù sante che, purificata, riceve perfetta vista di veder Iddio quando vuole e in ogni tempo, essendo libera dalla cecità del peccato» (II 462). «Questo sole del nostro Dio dà vita, luce a chi vive nell’ombra della morte, ed essendo morti al peccato, gli dà luce per uscire da esso peccato per esser poi introdotti nella luce delle sante virtù, e da queste a maggior chiarezza di perfezione, e da questa perfezione a maggior perfezione» (II 288). «O cecità, o pazzia dei mortali che non si applicano a imparare una tanta sapienza che apporta ogni bene in questa vita e la gloria nell’altra! E noi non vogliamo aver la presenza delle cose vane e transitorie che passano come ombra e portano tanti guai in questa, e nell’altra vita apportano sempiterna dannazione, priva di veder giammai Iddio!» (II 510).
«Questa luce è Dio […] che istituì il battesimo come bagno perfetto per risanar l’anima che stava nell’ombra del peccato; e vivendo conforme alla divina legge, cioè del battesimo, cammina per la via della luce, la quale mena l’anima al sole di giustizia e da quello riceve la luce del ben operare» (II 528). «E con il lume di Dio vede le folte tenebre del peccato, e per fuggire queste tenebre tiene gli occhi puri e lontani dal vizio» (II 529).
«La santa chiesa cattolica, cara sposa di Cristo, ha autorità in cielo, in terra e nel purgatorio, avendo tesori infiniti per pagar i debiti di quelle povere anime che vivono nell’ombra della morte che è il purgatorio. E questi tesori sono il sacrificio della messa, i meriti di Cristo, il suo preziosissimo sangue sparso con tanti dolori, che una sola gocciola avrebbe bastato a redimere cento mille mondi» (III 106).
«Per meglio orare, devi cercar luoghi a proposito [… cioè] luoghi remoti come celle, oratori, chiese, monti, colli, grotte, valli, luoghi ombrosi, deserti e altri luoghi simili» (II 87), ove «con la mente tua farai brevemente una raccolta delle tue imperfezioni con proposito di odiare il vizio e volere la virtù, chiedendo perdono a Dio d’ogni tua colpa» (II 406). Un giovane invitato a seguire i consigli della madre: «Legga, rilegga la lettera della Signora sua madre, piena di affetto e amore materno; legga questa mia, che vi manda Dio per mezzo mio, e faccia una santa determinazione, perché il tempo di nostra vita è breve, passa come ombra» (IV 223).





