“Sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo, in Medio Oriente, la guerra di nuovo, dobbiamo essere anche noi annunciatori di pace. Dobbiamo pregare molto per la pace, rifiutare quella tentazione di far male all’altro, la violenza non è mai la strada giusta”. Lo ha detto Papa Leone parlando a braccio nel saluto iniziale alla comunità della parrocchia del Quarticciolo dove è in visita.
Il Papa ha risposto alle domande dei bambini. La prima era sul perché esista il male nel mondo. Alla seconda, sul perché molti bambini non abbiano casa e da mangiare, ha risposto: “Lo vediamo, la tragedia a Gaza per esempio dove tanti bambini sono morti, sono rimasti senza i genitori senza la scuola, senza dove vivere, allora dobbiamo cercare la risposta come essere promotori di pace, con il dialogo dobbiamo imparare a rispettarci gli uni gli altri, rifiutare la violenza”
.”Dobbiamo rifiutare ciò che fa male, ciò che fa danno alla salute, la droga, che esiste in questa zona, diciamo sempre no alla droga e sì alla salute, a quello che fa bene”, ha detto ancora il Papa. Leone XIV ha parlato nel cortile della parrocchia dell’Ascensione dopo aver salutato uno ad uno i fedeli presenti e anche abbracciato i ragazzi e le ragazze delle varie animazioni. Quando ha pronunciato il suo no alla droga, in molti hanno applaudito.
Papa Leone ha incontrato anche quattro mamme di ragazzi tossicodipendenti che si trovano in carcere, nell’ambito della sua visita oggi pomeriggio alla parrocchia dell’Ascensione al Quarticciolo, nella periferia romana.
L’incontro, preannunciato, si è tenuto assieme ad altri fedeli, malati e disabili, in modo riservato.
Leone ha rivolto ai presenti un discorso sul tema delle “debolezze” spiegando come queste possano essere superate trovando “la forza nella comunità”.
Papa Leone è stato il terzo pontefice a visitare la parrocchia del Quarticciolo, dopo Giovanni XXIII, il 3 marzo 1963, e Giovanni Paolo II, il 3 marzo 1982. 
Papa Leone XIV ha celebrato una Messa nella parrocchia del Quarticciolo. “Siate lievito di bene e giustizia in un territorio con problemi complessi”, dice il Pontefice nell’omelia. ”A fronte dei numerosi e complessi problemi di questo territorio, che incombono sui giorni del vostro abitare qui, a voi è affidata la pedagogia dello sguardo di fede, che trasfigura di speranza ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere”, dice Prevost.
”Sono molto contento di aver appreso che questa comunità parrocchiale è una comunità viva e vivace e che, nonostante i gravi problemi del contesto territoriale, testimonia il Vangelo con coraggio. Sotto il motto programmatico ‘Facciamo Comunità’, questa Parrocchia ha intrapreso un cammino per rafforzare il senso di appartenenza e l’accoglienza, con le braccia aperte, di tutti, davvero di tutti! Sono contento e vi incoraggio: andate avanti in questo cammino di apertura al territorio e di cura delle sue ferite. E spero che altri si uniscano a voi per essere qui al Quarticciolo lievito di bene e di giustizia”, dice il Pontefice.
Il Papa incoraggia le giovani generazioni. ”Anche l’impegno di voi giovani merita di essere incoraggiato. Nel percorso ‘Magis’, proposto qui da alcuni anni, si fa riferimento al ‘di più’, di cui parla Sant’Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali. È uno stimolo per gli adolescenti a superare la mediocrità scegliendo una vita coraggiosa, autentica e buona, che trova in Gesù Cristo il suo ‘Magis’ per eccellenza”, osserva Prevost nella messa.
”Quando ci accorgiamo che tante cose attorno a noi non vanno, a volte viene da chiedersi: ma avrà un senso quello che stiamo facendo? Si insinua la tentazione dello scoraggiamento, con la perdita di motivazioni e di slancio. Invece – osserva il Papa nell’omelia – è proprio di fronte al mistero del male che dobbiamo testimoniare la nostra identità di cristiani, di persone che vogliono rendere percepibile il Regno di Dio nei luoghi e nei tempi in cui vivono. È il mio augurio per tutti voi, per questa comunità parrocchiale e per i tanti fratelli e le tante sorelle che ancora non hanno riconosciuto in Gesù la vera luce e la vera gioia”.
Foto: Vatican Media






