Benvenuto, uomo di grande fede e umiltà unita a grande cultura teologica, collabora moltissimo con san Bonaventura in un periodo che vede le prime fratture nella grande famiglia francescana, divisa tra osservanti e conventuali.
Bonaventura, infatti, è stato il più dotto ed attendibile biografo del Poverello d’Assisi. Benvenuto si spegne il 22 marzo 1282. Sepolto nella chiesa cattedrale di Osimo, in un nobile mausoleo apprestato dal clero e dal popolo, il 1° luglio 1590 viene trasferito nella cripta della stessa cattedrale. Benvenuto non è stato mai canonizzato ufficialmente dalla Chiesa, tuttavia è dichiarato patrono della città di Osimo nel 1755: la sua festa, nella diocesi osimana e di Cingoli, come nell’Ordine francescano, è fissata al 22 marzo.
Era molto devoto a San Francesco, accolse i Frati Minori nella sua diocesi e chiese di appartenere al Primo Ordine. Indossò con fervore l’abito e si sforzò di vivere lo spirito serafico. Alla sua passione e affabilità corrispondevano pazienza e perseveranza, nonché il suo spirito di semplicità francescana, senza trascurare la fermezza nella riforma che applicava alla vita della sua diocesi. Benvenuto fu anche un grande riformatore. Con un provvedimento del 15 gennaio 1270 proibì al monastero di monastero di San Fiorenzo, di cui era amministratore, l’alienazione dei beni. In un sinodo tenutosi il 7 febbraio 1273 proibì la vendita dei beni ecclesiastici e nel 1274 avviò le riforme del Capitolo della Cattedrale e difese i diritti della diocesi sulla città di Cingoli.
Nella sua performance seppe unire la forza e la morbidezza dei costumi, per il trionfo della giustizia e della pace nel vincolo dell’amore. Era un vero e buon pastore del suo gregge e un vigile custode delle leggi di Dio e della Chiesa. Zelante nella predicazione evangelica e nell’istruzione catechetica, visitò molte volte la diocesi, tenne un sinodo diocesano in cui dettò norme sagge per promuovere la disciplina ecclesiastica. Promosse la cultura e la formazione dei nuovi leviti, che preparò per il sacerdozio, con una parola ispirata, con un buon esempio e con la sua santa vita. Benvenuto morì a 94 anni. Fu sepolto nella chiesa cattedrale di Osimo in un nobile mausoleo, per ordine del clero e del popolo. Grazie e miracoli avvennero sulla sua tomba. Papa Martino IV ne approvò il culto di santo nel 1284.





