Ci sono personalità che incidono profondamente un tempo storico e un’intera epoca, ma di cui, essenzialmente, si continua sempre ad avere nostalgia, anzi un vero e proprio bisogno, quasi fisico. Di sentirne la voce, di vederne la sagoma e il volto in questa o quella città, in ogni occasione possibile, di leggerne le ultime dichiarazioni….Qualcuno a cui guardare, soprattutto in questi giorni smarriti e opprimenti. Qualcuno che dia fiducia e faccia sperare, che possa convincere che l’uomo, in quanto essenza dell’umanità, possiede ancora una profondità di bene e di saggezza, un fondo di santità.
Un nome, un volto, un pensiero che non si dimentica, che si vorrebbe ancora intensamente presente, sono quelli di Giorgio La Pira. In questi anni il suo messaggio e la sua stessa esistenza appaiono straordinariamente “inattuali”, così diversi da quello che vediamo e sentiamo intorno a noi, ma proprio per questo coì urgenti, così necessari. Perciò si deve giudicare con grande favore ogni iniziativa editoriale che possa riproporne la presenza, ripercorrendo la sua esistenza che è riuscita a unire aspetti normalmente antitetici: si può pensare ad un politico che sia anche un mistico? Teologo e giurista laico? Lui lo è stato, quindi, anche se oggi non lo crederemmo possibile, in realtà è avvenuto, potrebbe avvenire ancora… Un autentico difensore dei poveri e degli oppressi, operatore e ambasciatore di pace: uno che questi concetti li ha incarnati, non li ha predicati a favore dell’opinione pubblica o della “moda” del momento, non li ha maneggiati come comodi paraventi ideologici, da sventolare come bandiere, per poi contraddirli se non tradirli alla prima occasione. Una pratica che oggi vediamo messa in pratica spesso e volentieri. Lui viveva davvero modestamente, senza alcuna concessione alla mondanità.
Tra le tante esperienze, quella che l’ha forse fatto più conoscere è stata la guida, come sindaco, di Firenze. Un sindaco che davvero aveva a cuore tutti i cittadini, senza lacuna distinzione, che non aveva paura di pronunciare il nome di Cristo e che la carità e la misericordia le viveva quotidianamente. Tutto questo lo possiamo ripercorrere nelle pagine del saggio scritto dallo studioso Piero Antonio Carnemolla nel suo saggio L’abito laico di Giorgio La Pira (pp. 408, euro 23), in uscita per Polistampa nella collana «I Libri della Badia» curata dalla Fondazione Giorgio La Pira.
Carnemolla è tra i maggiori studiosi dell’opera del “sindaco santo”, cui ha dedicato testi come Un cristiano siciliano. Rassegna degli studi su Giorgio La Pira (1999) e Un laico cristiano: Giorgio La Pira (2021). Il nuovo libro sul grande uomo di fede, pensatore, politico e molte altri cose ancora è un’ indagine bibliografica condotta per temi, che parte dal periodo della giovinezza vissuto in Sicilia fino ad arrivare alle ultime iniziative per la pace in ambito internazionale, affrontando anche temi finora poco approfonditi, come l’orientamento europeista di La Pira, Sono approfonditi, ad esempio, i complessi lavori per la Costituente, le prime attività caritative, l’elaborazione di una linea politica “interventista” nei confronti del corpo sociale, le intense relazioni epistolari con autorità politiche e religiose. L’autore ha voluto sottolineare il fatto che i testi di La Pira presi in esame, in generale, “ intendono tracciare una biografia di La Pira attraverso la scelta di alcune tematiche che al meglio spiegano la sua instancabile e prodigiosa operosità fondata laicamente e, per questo, oltre che ritenuta ingiustificata, anche incompresa e finanche derisa”.
Professore universitario, deputato, membro della Costituente e, come accennato, sindaco di Firenze dal 1951 al 1965, capitoli intensi e diversi, ma uniti dallo stesso spirito e dalla fede, dalla preghiera e dalla meditazione, che il saggio invita a conoscere, La Pira ha vissuto la politica come forma di carità cristiana, impegnandosi per i poveri e per la pace. Ha organizzato i Colloqui Mediterranei ed è andato in giro per il mondo per favorire il dialogo e la pace, anticipando temi del Concilio Vaticano II.
Giorgio La Pira non è ancora beato, ma è sulla via della beatificazione: è stato dichiarato Venerabile da Papa Francesco il 5 luglio 2018, dopo il riconoscimento delle sue virtù eroiche, con il processo che è in corso e mira alla beatificazione, riconoscimento che avverrà dopo la conferma di un miracolo attribuito alla sua intercessione. La sua causa di beatificazione è stata avviata nel 1986, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Però per tutti lui era già in vita il “sindaco santo” per la sua dedizione ai bisognosi e per aver vissuto in una cella del convento di San Marco, incarnando fino in fondo povertà e servizio al prossimo. Un modello altissimo, a cui sarebbe salvifico tornare a guardare. Una sfida per tutti coloro che continuano a credere che un altro modo di vivere sia possibile.






