Da Assisi a La Verna, da Roma a Gagliano Aterno, dalla Valmarecchia al Montefeltro. Nasce il cammino di San Francesco che mette in rete in un sistema unico i numerosi itinerari ispirati al santo più amato dagli italiani e si snoda su 1.546 chilometri complessivi attraverso sei regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria). E non a caso avviene, come ricorda il ministro Gianmarco Mazzi nella presentazione del progetto in cui il MiTur ha investito 40 milioni, “nell’ottavo centenario dalla sua morte e della candidatura del presepe a patrimonio dell’umanità e in occasione della visita del Papa ad Assisi per l’incontro con i giovani, il prossimo 6 agosto. È l’anima della Nazione che si racconta al mondo attraverso Francesco“. A prestare la propria immagine e la propria voce al progetto anche Andrea Bocelli, testimonial d’eccezione nello spot voluto dal MiTur: “Il Cammino di Francesco fa bene al cuore” dice. E Mazzi lo ringrazia “per la sua partecipazione a questo e ad altri progetti sui cammini, partecipazione che voglio sottolineare è amichevole. È importante la sua presenza perché la sua notorietà internazionale è quanto più si avvicina alla fama planetaria di Francesco. Del resto aveva già fatto un film percorrendo la Francigena, un altro grande cammino italiano, a cavallo” aggiunge il ministro riferendosi al docufilm “The Journey”. L’esempio a cui ispirarsi, dice il ministro citando anche il più “profano” successo del film di Checco Zalone Buen Camino, non può che essere il celebre cammino di Santiago, patrimonio Unesco dal 1993, che nel 2025 ha segnato il record storico assoluto di 530.987 pellegrini. “Siamo partiti forse in ritardo rispetto agli spagnoli ma sognamo di migliorarci in pochi anni” dice.
“In Italia, nel solo 2025, oltre 300mila persone hanno percorso i cammini italiani, generando quasi 2 milioni e mezzo di pernottamenti, una spesa diretta pari a più di 216 milioni di euro e un impatto economico superiore a 336 milioni di euro sul territorio. Il dato interessante è che a livello globale lo slow tourism vale circa 150 miliardi di dollari e rappresenta il 15% del mercato turistico mondiale. Quindi lo spazio di crescita di questa forma di turismo è grandissimo” dice ancora Mazzi.
Certo, in Italia c’è ancora molto da lavorare, visto che “è un turismo che è contraddistinto al momento da una domanda domestica dell’84%. Il resto è dall’Europa, prevalentemente dalla Germania. Normalmente sono coppie di famiglie che si avvicinano a questi cammini”. Quindi si può e si deve far crescere il mercato straniero. “Un altro dato molto interessante – dice Mazzi – è il tasso di occupazione degli alloggi che sono lungo i cammini: nell’estate del 2025, a giugno è stato del 46%, del 42% a luglio. Già quest’estate, invece, a giugno abbiamo avuto il 57%, quindi l’11% in più dell’anno scorso, e a luglio il 54%, il 12% in più, e questo è un dato significativo, nonostante le tariffe siano aumentate”. “Nella vita – dice il presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’8/o centenario della morte di San Francesco d’Assisi Davide Rondoni – bisogna un po’ decidere, la vita è un cammino o è una palla nel flipper. Noi stiamo dalla parte di quelli che camminano. Del resto pensate al successo che sta avendo l’Odissea, la grande letteratura dall’Odissea alla Divina Commedia è il racconto di grandi cammini”. Per il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella “San Francesco d’Assisi è Patrono d’Italia non solo per la grandezza della sua testimonianza religiosa, ma perché incarna valori che appartengono all’identità più profonda del nostro Paese. E che continuano a parlare anche alla società contemporanea”. Il Padre francescano Francesco Piloni, componente del Comitato d’indirizzo dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco, spiega che non si tratta “di un semplice itinerario geografico, ma un’esperienza di profonda trasformazione interiore che, passo dopo passo, lavora dentro le persone e ne cambia lo sguardo, svelando un orizzonte inaspettato”. Chiude il vicesegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Marco Villani, Segretario del Comitato nazionale per le celebrazioni di San Francesco, tra le cui iniziative: “oltre ad aver auspicato e promosso il ritorno del 4 ottobre quale festa nazionale dopo quasi mezzo secolo, c’è il Cammino di Francesco“.



