”Carissimi giovani, forse vi rammaricate di aver ereditato un mondo lacerato da guerre e sfigurato dalle ingiustizie sociali. Eppure in voi risiede una speranza, un dono, che a noi adulti sembra ormai sfuggire. Voi avete il tempo!
Avete più tempo per sognare, organizzare e compiere il bene”. Il Papa incontra i giovani libanesi e li incoraggia: ”Voi siete il presente e tra le vostre mani già si sta costruendo il futuro! E avete l’entusiasmo per cambiare il corso della storia! La vera resistenza al male non è il male, ma l’amore, capace di guarire le proprie ferite, mentre si curano quelle degli altri”. A Bkerké sono arrivati giovani anche dalla Siria e dall’Iraq, ci sono libanesi venuti in patria da vari Paesi.
”Costruite un mondo migliore”, ha detto ancora il Papa. ”Guardate in particolare a tanti giovani che, come voi, non si sono lasciati scoraggiare dalle ingiustizie e dalle contro-testimonianze ricevute, anche nella Chiesa, ma hanno provato a tracciare nuove strade, alla ricerca del Regno di Dio e della sua giustizia. Con la forza che ricevete da Cristo, costruite un mondo migliore di quello che avete trovato! Voi giovani siete più diretti nel cucire relazioni con gli altri, anche diversi per background culturale e religioso. Il vero rinnovamento, – dice Prevost – che un cuore giovane desidera, comincia dai gesti quotidiani: dall’accoglienza del vicino e del lontano, dalla mano tesa all’amico e al profugo, dal difficile ma doveroso perdono del nemico”.
I discorsi integrali della giornata di oggi 1 dicembre di Papa Leone in Libano li trovate qui.
Foto: Vatican Media





