Una lettera sul valore del sacerdozio. Così si potrebbe sintetizzare la lettera che papa Leone XIV ha inviato al Presbiterio dell’Arcidiocesi di Madrid, in occasione dell’Assemblea Presbiterale “Convivium” che si tiene nelle giornate di oggi e domani. Un sacerdozio che papa Leone XIV definisce non sempre facile e che spesso si vive magari “tra stanchezza, situazioni complesse” così scrive il pontefice.
Una riflessione sul tempo presente, quello che la Chiesa sta vivendo in questo tempo: “I tempi che la Chiesa sta vivendo ci invitano a fermarci insieme per una riflessione serena e onesta” precisa il pontefice. Un tempo che affronta sempre più una “secolarizzazione, una crescente polarizzazione del discorso pubblico e una tendenza a ridurre la complessità della persona umana, interpretandola attraverso ideologie o categorie parziali e insufficienti” denuncia la Lettera. E in questo scenario, “la fede rischia di essere strumentalizzata, banalizzata o relegata nell’ambito dell’irrilevante, mentre si consolidano forme di convivenza che prescindono da qualsiasi riferimento trascendente”. E oltre a questo, è necessario aggiungere “un profondo cambiamento culturale che non può essere ignorato: la progressiva scomparsa di punti di riferimento condivisi”.
L’attenzione poi del pontefice è rivolta ai giovani nei quali sta prendendo piede sempre di più “un nuovo disagio. L’attenzione assoluta al benessere non ha portato la felicità attesa; una libertà distaccata dalla verità non ha generato il compimento promesso; e il progresso materiale, da solo, non è riuscito a soddisfare il desiderio più profondo del cuore umano”. In questo contesto allora la figura del sacerdote può portare speranza. Sacerdoti che devono essere “capaci di sostenere il loro ministero attraverso una relazione viva” con Dio.
E poi, infine, papa Leone XIV mette in correlazione la figura del sacerdozio con quella di una cattedrale: “disegna” con le parole una metafora tra i due, fra il sacerdozio e la cattedrale. Con le sue parole si addentra in metafore sempre più profonde: la facciata di una cattedrale, le cappelle, diventano lo spunto per parlare del valore del sacerdozio. Entrambi – cattedrale e sacerdozio – conducono “all’incontro con Dio e alla riconciliazione con i fratelli, e i loro elementi racchiudono una lezione per la nostra vita e il nostro ministero”.
E conclude con le parole di san Giovanni d’Avila: “Siate tutti suoi”. E aggiunge: “Siate santi!”.






