Dopo aver incontrato i vescovi della Conferenza Episcopale Francese, oggi il Papa a Lourdes ha presieduto la Messa: prima della celebrazione, in papamobile, ha salutato le tante migliaia di fedeli all’esterno del Santuario. 150mila i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica.
Qui – ha esordito il Papa nell’omelia – “vedo il volto universale della Chiesa. Che gioia essere insieme, un solo cuore, un’unica famiglia”.
Commentando le letture odierne, il Pontefice ha sottolineato che gli appelli alla penitenza “assumono un’importanza salutare per manifestarne l’urgenza e la necessità: è oggi – non domani – che bisogna convertirsi; è oggi il momento favorevole, il giorno della salvezza. Dio desidera che l’uomo viva, che apra gli occhi e torni a Lui. Convertirsi significa abbandonare le vie dell’errore per abbracciare la Via della Vita, aprendo così il nostro cuore all’unica Gioia che non passa”.
“Gesù stesso -ha aggiunto Leone XIV – non usa mezzi termini quando esorta alla penitenza. Ma Egli allarga l’orizzonte della vita terrena a quello della vita eterna. Mentre la felicità quaggiù è una realtà effimera, relativa, a volte purtroppo inaccessibile per alcuni, la vera felicità è promessa a tutti, nella speranza, e dovrebbe essere l’oggetto principale della nostra ricerca, dei nostri sforzi e delle nostre scelte”.
Da Lourdes Leone XIV ha ricordato che “la Vergine Maria non disse forse a Santa Bernadette: «Non ti prometto di essere felice in questo mondo, ma nell’altro»? Questa promessa, proclamata proprio qui, risuona con particolare forza in questa terra di Francia e scuote le nostre mentalità contemporanee. In questo momento storico, all’interno di una società alla ricerca del progresso e del benessere materiale, ma talvolta tentata di dimenticare l’orizzonte dell’eternità, Maria viene a ricordarci la grandezza e la portata della nostra vocazione alla vita, alla vita eterna”.
“Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia – ha ammonito Papa Leone – la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana. Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio. Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita, poiché qui essa è accolta come un dono prezioso di Dio, chiamato a fiorire per l’eternità nell’amore del Padre”.
“La vita eterna – ha detto ancora – è una promessa solida e certa che il Signore ci fa. Ce l’ha già ottenuta con la sua morte sulla croce e la sua risurrezione, e la realizza ogni giorno in noi attraverso la grazia del battesimo. È alla nostra portata, ma spetta a noi accoglierla liberamente, afferrarla, non ostacolarla; ma l’ostacolo alla grazia e alla vita eterna, l’unico ostacolo a questo amore, è il peccato, il ripiegamento su sé stessi, quel rifiuto di Dio che ci rinchiude nelle nostre stesse tenebre”.
E qui – ha sottolineato il Papa – entra in ballo “la nostra responsabilità personale, ed è grande. Dio ci ha voluti liberi, perché la libertà è una condizione dell’amore; non si può amare per costrizione. Questa libertà che ci è donata, dobbiamo impegnarla in un «sì» a Cristo e, con l’aiuto della sua grazia, sulle orme di Maria”.
A Lourdes Maria invita incessantemente alla penitenza: “La Vergine ci chiede di fare penitenza, non solo per noi stessi, che ne abbiamo bisogno, ma anche «per i peccatori», per un mondo che va male. Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti? Eppure il male che affligge la nostra epoca proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile. Sono i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro. La penitenza è un’opera suscitata dall’amore nella solidarietà con il genere umano.
“Questa esigenza di conversione – ha ribadito Papa Leone XIV – coinvolge la Chiesa stessa nel suo pellegrinaggio terreno. Essa deve avere il coraggio di vivere questa conversione in primo luogo. Per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno, dobbiamo porci umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore. Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale”.
Concludendo, il Papa si è rivolto ai tanti ammalati che si trovano quotidianamente a Lourdes. “Cari malati che conoscete la sofferenza, così numerosi a Lourdes, avete la possibilità di vivere le vostre pene e i vostri dolori in questo spirito di offerta per entrare in quel cammino redentore di cui il mondo ha tanto bisogno. In questo senso siete davvero nel cuore della Chiesa, e il vostro ruolo è insostituibile. Pellegrini, fratelli e sorelle, non ripartirete da Lourdes come siete arrivati: ripartirete come missionari della speranza. È il miracolo di questo luogo: suscitare la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore. La Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace. Non temete le tempeste del mondo”.
L’Angelus
“Saluto tutti voi con affetto, voi che avete partecipato a questa celebrazione eucaristica. Grazie per la vostra presenza. Rivolgo il mio saluto anche a tutti coloro, in particolare ai malati, che si sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione”. Lo ha detto il Papa, prima di introdurre la preghiera dell’Angelus, al termine della Messa celebrata a Lourdes.
“Ora – ha aggiunto – pregheremo insieme l’Angelus, questa preghiera semplice e meravigliosa che ci aiuta a vivere ogni giorno nell’adesione alla volontà di Dio, sull’esempio della Vergine Maria”.
“Prima, però, vorrei lanciare un appello che mi sta particolarmente a cuore, trovandomi qui a Lourdes. È qui – ha scandito Leone XIV – che la Vergine Maria è apparsa a santa Bernadette con il Rosario e ha, per così dire, guidato la sua preghiera: invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a recitare il Santo Rosario durante il prossimo mese di ottobre, con l’intenzione particolare che cessino le guerre e che si instauri la pace tra i popoli in conflitto”.
“Accompagniamo questa preghiera – ha concluso – con atti concreti di penitenza e di misericordia, impegnandoci a favorire sempre il dialogo e la riconciliazione”.






