Il Papa, dopo la preghiera, dell’Angelus è tornato a lanciare un’appello per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. “Da due settimane – ha detto – i popoli del Medio Oriente soffrono l’atroce violenza della guerra migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case, rinnovo la mia vicinanza a quanti hanno perso i loro cari. Cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo. La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”. Poi ha aggiunto. “È motivo di grande preoccupazione la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere l’ autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso per il bene comune di tutti i libanesi”.
La fede non è un ”salto nel buio”, un ”credere ciecamente”. Il Papa all’Angelus ha sottolineato che ”la fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare ‘dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere’ e, perciò, ci chiede di ‘aprire gli occhi’, come faceva Lui, soprattutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo”.
”Oggi, in particolare, – ha osservato – a fronte delle tante domande del cuore umano e delle drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo, c’è bisogno di una fede sveglia, attenta e profetica, che apra gli occhi sulle oscurità del mondo e vi porti la luce del Vangelo attraverso un impegno di pace, di giustizia e di solidarietà”. Commentando il Vangelo del giorno dedicato alla guarigione dell’uomo cieco sin dalla nascita, Leone ha evidenziato che ”il Vangelo ci dice che a contatto con Cristo gli occhi si aprono, al punto che le autorità religiose chiedono con insistenza al cieco guarito: ‘In che modo ti sono stati aperti gli occhi?’; e ancora: ‘Come ti ha aperto gli occhi?’ Fratelli e sorelle, anche noi, guariti dall’amore di Cristo, siamo chiamati a vivere un cristianesimo ‘dagli occhi aperti”’.






