”Noi facciamo fatica a fermarci e a riposare. Viviamo come se la vita non fosse mai abbastanza. Corriamo per produrre, per dimostrare, per non perdere terreno. Ma il Vangelo ci insegna che saperci fermare è un gesto di fiducia che dobbiamo imparare a compiere”, ha detto il Papa all’udienza generale in piazza S. Pietro dopo il bagno di folla in auto scoperta.
Leone XIV, in particolare, riprendendo il ciclo di catechesi che si svolge lungo l’intero Anno Giubilare, ”Gesù Cristo nostra speranza” – ha incentrato la sua meditazione sul tema La morte. ‘Un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto’. ”Il Sabato Santo – ha osservato Prevost – ci invita a scoprire che la vita non dipende sempre da ciò che facciamo, ma anche da come sappiamo congedarci da quanto abbiamo potuto fare. Nel sepolcro, Gesù, la Parola vivente del Padre, tace. Ma è proprio in quel silenzio che la vita nuova inizia a fermentare. Come un seme nella terra, come il buio prima dell’alba.
Dio non ha paura del tempo che passa, perché è Signore anche dell’attesa”.
”Così, anche il nostro tempo ”inutile”, quello delle pause, dei vuoti, dei momenti sterili, – ha fatto notare il Pontefice- può diventare grembo di risurrezione. Ogni silenzio accolto può essere la premessa di una Parola nuova. Ogni tempo sospeso può diventare tempo di grazia, se lo offriamo a Dio”.
”La speranza cristiana non nasce nel rumore, ma nel silenzio di un’attesa abitata dall’amore. Non è figlia dell’euforia, ma dell’abbandono fiducioso. Ce lo insegna la Vergine Maria: lei incarna questa attesa, questa fiducia, questa speranza”, ha detto ancora il Papa. ”Quando ci sembra che tutto sia fermo – ha detto – che la vita sia una strada interrotta, ricordiamoci del Sabato Santo. Anche nel sepolcro, Dio sta preparando la sorpresa più grande. E se sappiamo accogliere con gratitudine quello che è stato, scopriremo che, proprio nella piccolezza e nel silenzio, Dio ama trasfigurare la realtà, facendo nuove tutte le cose con la fedeltà del suo amore. La vera gioia nasce dall’attesa abitata, dalla fede paziente, dalla speranza che quanto è vissuto nell’amore, certo, risorgerà a vita eterna”.
Al Papa, nel giorno in cui la Chiesa festeggia S. Roberto Bellardini, arrivano gli auguri di buon onomastico dai pellegrini in piazza S. Pietro per l’udienza generale.






