C’è “urgenza di promuovere il dialogo, la concordia e la fraternità in mezzo al frastuono della violenza e della guerra, i cui echi si sentono in tutto il continente”. Lo ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza i membri del Comitato Congiunto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, del Consiglio Ecumenico delle Chiese e i rappresentanti delle Chiese Cristiane d’Europa, firmatari della Charta Oecumenica.
“Certamente,- ha osservato Leone – le sfide che i cristiani affrontano nel viaggio ecumenico sono in continua evoluzione. Così, venticinque anni dopo la prima firma della Carta, è stato necessario rivedere il contesto del documento, guardare di nuovo alla situazione in Europa e alle preoccupazioni comuni contemporanee per la missione di proclamare il Vangelo. In effetti, è necessario un discernimento costante e attento per adempiere alla Grande Commissione di ‘fare discepoli di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo'”.
Il Pontefice ha evidenziato che “mentre ci sono davvero segni positivi e incoraggianti di crescita in alcune parti d’Europa, allo stesso tempo molte comunità cristiane si percepiscono sempre più in minoranza. Inoltre, la situazione attuale include nuove generazioni e popoli appena arrivati con storie ed espressioni culturali molto varie. Ci sono, quindi, molte nuove voci da ascoltare e Storie che devono essere accolte attraverso incontri quotidiani e relazioni più strette, per non parlare dell’urgenza di promuovere il dialogo, la concordia e la fraternità in mezzo al frastufono della violenza e della guerra, i cui echi si sentono in tutto il continente. In tutte queste situazioni, la grazia, la misericordia e la pace del Signore sono davvero vitali, perché solo l’aiuto divino ci mostrerà il modo più convincente per proclamare Cristo in questi contesti mutevoli”.
“Mi sto preparando a viaggiare nel luogo in cui si è svolto il Concilio di Nicea, per incontrare e pregare con i Capi delle Chiese e i leader delle Comunioni Cristiane, celebrando insieme Gesù Cristo come nostro Signore e Salvatore”. Lo ha sottolineato il Papa in occasione dell’udienza ai membri del Comitato Congiunto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dei rappresentanti delle Chiese Cristiane d’Europa, firmatari della Charta Oecumenica, ricordando l’imminente viaggio che si appresta a fare.
“È anche mio desiderio, – ha sottolineato – in questo Anno Giubileo, di proclamare a tutto il popolo d’Europa che ”Gesù Cristo è la nostra Speranza”, perché è sia il percorso che seguiamo, sia la destinazione finale del nostro viaggio spirituale”.





