Papa Leone XIV, con la ferula che appartenne a Paolo VI, sul sagrato della Basilica di S. Pietro ha presieduto la messa con il rito di canonizzazione di sette beati. Tra i nuovi santi, Bartolo Longo.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha guidato la delegazione italiana che ha partecipato alla messa di Papa Leone nel corso della quale sono stati canonizzati sette santi. Tra loro tre italiani: Bartolo Longo, suor Maria Troncatti, suor Vincenza Maria Poloni. Accanto al presidente Mattarella, era seduto il presidente della Camera Lorenzo Fontana.
I nuovi santi della Chiesa non sono ”eroi, o paladini di qualche ideale, ma uomini e donne autentici”. Lo sottolinea papa Leone nell’omelia nella messa per la canonizzazione di sette beati. Prevost interpella così le coscienze dei fedeli: ”Quando sentiamo l’appello di chi è in difficoltà, siamo testimoni dell’amore del Padre, come Cristo lo è stato verso tutti? Egli è l’umile che chiama i prepotenti a conversione, il giusto che ci rende giusti, come attestano i nuovi Santi di oggi: non eroi, o paladini di qualche ideale, ma uomini e donne autentici”.
“Questi fedeli amici di Cristo – scandisce il Pontefice – sono martiri per la loro fede, come il vescovo Ignazio Choukrallah Maloyan e il catechista Pietro To Rot; sono evangelizzatori e missionarie, come suor Maria Troncatti; sono carismatiche fondatrici, come suor Vincenza Maria Poloni e suor Carmen Rendiles Martínez; col loro cuore ardente di devozione, sono benefattori dell’umanità, come Bartolo Longo e José Gregorio Hernández Cisneros”.
Quindi, l’invocazione finale: ” La loro intercessione ci assista nelle prove e il loro esempio ci ispiri nella comune vocazione alla santità. Mentre siamo pellegrini verso questa meta, preghiamo senza stancarci, saldi in quello che abbiamo imparato e crediamo fermamente. La fede sulla terra sostiene così la speranza del cielo”.
L’Angelus
Il Papa ribadisce la necessità di pregare “per la pace in Terra Santa, in Ucraina e negli altri luoghi di guerra. Dio conceda a tutti i responsabili saggezza e perseveranza per avanzare nella ricerca di una pace giusta e duratura”, ha detto Leone XIV all’Angelus. “Le notizie che giungono dal Myanmar sono purtroppo dolorose: riferiscono di continui scontri armati e bombardamenti aerei anche su persone e infrastrutture civili. Sono vicino a quanti soffrono a causa della violenza, dell’insicurezza e di tanti disagi. Rinnovo il mio accorato appello affinché si giunga ad un cessate il fuoco immediato ed efficace”.
I sette nuovi santi
I sette nuovi santi che sono stati canonizzati oggi hanno storie molto differenti.
Ignazio Choukrallah Maloyan
Uno di questi è Ignazio Choukrallah Maloyan (1869-1915), arcivescovo armeno cattolico di Mardin, in Turchia. Dopo aver studiato in Libano per prepararsi al sacerdozio, fu ordinato sacerdote nel 1896 e consacrato arcivescovo di Mardin nel 1911. Durante il suo servizio si dedicò intensamente alla formazione dei preti, al sostegno dei fedeli, alla riattivazione delle scuole e alla ristrutturazione delle chiese. Durante gli anni delle persecuzioni religiose dell’Impero ottomano nei confronti dell’Armenia, venne arrestato il 3 giugno 1915 insieme a molti altri, torturato e accusato falsamente di nascondere armi. Nonostante le pressioni, rifiutò di convertirsi all’Islam in cambio della libertà, finendo in prigione fino al momento del suo assassinio, l’11 giugno 1915, quando dichiarò che il martirio per la fede era il desiderio più dolce del suo cuore.
Pietro To rot
Storia simile è quella di un catechista, Pietro To Rot, nato nel 1912 in Papua Nuova Guinea: durante la Seconda guerra mondiale, si oppose alla poligamia imposta dagli occupanti giapponesi e sostenne il matrimonio cristiano. Gli occupanti giapponesi lo arrestarono e martirizzarono, avvelenandolo nel luglio 1945. La sua fama di santità e dei suoi miracoli si diffuse presto in tutta la regione: Pietro To Rot divenne il primo beato della Papua Nuova Guinea nel 1995 con papa Giovanni Paolo II.
Vincenza Maria Poloni
Storia diversa quella della veronese Vincenza Maria Poloni (1802-1855), che fondò l’Istituto Sorelle della Misericordia, dedicando la vita ad assistere ammalati, anziani e orfani. Nel 1848 prese i voti religiosi e guidò la comunità con carità, umiltà e fede, sopportando negli ultimi suoi giorni anche il dolore della malattia. Grazie ai suoi miracoli venne riconosciuta beata nel 2008 da Papa Benedetto XVI.
Maria Troncatti
Maria Troncatti (1883-1969), suora salesiana, fu invece infermiera nella Prima Guerra Mondiale e poi missionaria in Ecuador tra gli indios Shuar. Si distinse per l’evangelizzazione, la promozione umana e la cura sanitaria. Beatificata nel 2012 da Benedetto XVI, viene oggi ricordata per due miracoli: le guarigioni di Yolanda Solórzano e di Juwa.
Carmen Rendíles Martínez
Dall’America Latina, e più in particolare dalla Colombia, arriva la storia di Carmen Rendíles Martínez (1903-1977), fondatrice delle Suore Ancelle di Gesù. Nata senza il braccio sinistro, dedicò la vita a poveri, ammalati e sacerdoti. Beatificata da Papa Francesco nel 2018, a lei si deve un miracolo di guarigione di una donna affetta a cui venne diagnosticato un idrocefalo triventricolare idiopatico.
José Gregorio Hernández Cisneros
Tra i santi c’è anche José Gregorio Hernández Cisneros (1864-1919), nato in Venezuela, dottore noto come “il medico dei poveri” e beatificato nel 2021. Si distinse per la carità verso i bisognosi e la fede cattolica. Venerato in America Latina e Spagna, la sua fama di santità è diffusa, con numerose testimonianze di grazie e manifestazioni popolari in suo onore, ed è stato beatificato grazie al miracolo occorso a una bambina affetta da un gravissimo trauma cranioencefalico.
Bartolo Longo
L’ultimo è il pugliese Bartolo Longo (1841-1926), originario di Latiano, che era un laico devoto che fondò il Santuario della Madonna del Rosario a Pompei e la Congregazione delle Suore del Rosario. Dopo una crisi spirituale, si dedicò all’educazione cristiana di poveri e bambini. La sua opera sociale e la diffusione del culto mariano continuano ad avere grande influenza, attirando pellegrini da tutto il mondo. Fu beatificato nel 1980 da Papa Giovanni Paolo II.





