“L’autorità pubblica trova la sua ragion d’essere nel servizio al bene comune ed è chiamata ad esercitarsi nell’ambito dell’ordinamento giuridico, nel rispetto della libertà e della responsabilità dei cittadini”. Il Papa è arrivato in Uruguay, a Montevideo, prima tappa del lungo viaggio in America Latina. Nel suo primo intervento pubblico, in spagnolo, davanti alle autorità e alla società civile, Prevost ricorda che nel 2025 “si sono compiuti quarant’anni di democrazia ininterrotta in Uruguay, durante i quali si sono succeduti diversi governi per volontà dei cittadini”.
”L’autorità pubblica – rimarca – trova la sua ragion d’essere nel servizio al bene comune ed è chiamata ad esercitarsi nell’ambito dell’ordinamento giuridico, nel rispetto della libertà e della responsabilità dei cittadini. Da qui deriva il valore dei canali che consentono di partecipare alla vita pubblica, di delimitare con chiarezza le competenze delle istituzioni e di eleggere coloro che assumono l’incarico di governare. Il bene comune comprende anche la responsabilità di trasmettere a chi verrà dopo di noi i beni che oggi abbiamo ricevuto”. Quindi, il Pontefice cita il predecessore: “Come ha ricordato il mio Predecessore Papa Francesco, ‘il concetto di bene comune include anche le generazioni future’. Questa responsabilità si traduce nelle decisioni che riguardano l’uso delle risorse naturali e delle fonti energetiche”.
“Chi non è ancora nato appartiene già alla famiglia umana e al futuro del proprio popolo”. Lo scandisce il Papa parlando alle autorità dell’Uruguay, Paese dove l’eutanasia è stata legalizzata, tra gli applausi della folla.
“La sua assoluta dipendenza dalla madre – osserva il Pontefice nel suo primo intervento davanti alle autorità – non sminuisce la dignità che gli spetta né la protezione che merita. Gesù stesso ha voluto assumere questa condizione incarnandosi”.
“Accogliere una nuova vita – osserva Leone – richiede che il padre si impegni ad assumersi la propria responsabilità insieme alla madre, che la famiglia offra il proprio sostegno e che esistano condizioni sociali che consentano ad entrambi di crescere e prendersi cura dei propri figli. La protezione di chi sta per nascere e il sostegno di chi lo accoglie sono inseparabili. La famiglia continua ad essere il primo ambito in cui ogni persona viene accolta e impara a vivere con gli altri”.
”Recentemente ho sperimentato in prima persona i limiti imposti dalla malattia e ho ricevuto cure per le quali sono profondamente grato”. Il Papa, nel suo primo discorso pubblico in Uruguay davanti alle autorità e alla società civile, fa un accenno all’intervento chirurgico subito lo scorso 13 ottobre per l’asportazione di un tumore maligno al polmone destro.
”Questa esperienza – dice – mi porta a pensare ai tanti uomini e donne che non dispongono dei mezzi necessari per ottenere una diagnosi tempestiva o ricevere le cure di cui hanno bisogno. Garantire che l’assistenza sanitaria sia alla portata di ogni persona, indipendentemente dalle sue risorse, è una responsabilità che interpella l’intera società. Chi si trova in una di queste situazioni non smette per questo di essere un membro a pieno titolo della società né perde nulla del valore della propria vita. In tali circostanze, la sua fragilità rende ancora più urgente che riceva l’assistenza, le risorse e il sostegno di cui ha bisogno. L’attenzione dovuta a chi soffre coinvolge l’intera famiglia umana”.
”Per la Chiesa, questo dovere trova una ragione particolare nel mandato di Gesù Cristo di riconoscere e servire i più bisognosi”, sottolinea Leone.
“La solitudine, l’angoscia e la perdita di speranza possono diventare così profonde che una persona smetta di trovare ragioni per continuare a vivere. Di fronte alla dolorosa realtà del suicidio, l’assistenza sanitaria, i legami familiari e la vicinanza della comunità risultano indissolubili”. Lo sottolinea il Papa nel suo primo intervento pubblico in Uruguay dove i suicidi sono una drammatica realtà.
“Nessuno – osserva – dovrebbe arrivare a sentirsi estraneo tra i propri cari né pensare che la propria assenza conti meno della propria presenza. Altre forme di sofferenza si manifestano nel corpo o nelle condizioni di vita. La malattia, la disabilità, il dolore fisico, la perdita di autonomia, la povertà, la mancanza di lavoro o l’esclusione possono rendere particolarmente necessario l’aiuto degli altri”.
“Spetta a tutti fare in modo che ogni persona possa vivere con dignità, ricevere le cure di cui ha bisogno ed essere accompagnata fino al termine naturale della propria vita”.
Lo ha ribadito il Papa parlando alle autorità dell’Uruguay dove l’eutanasia e’ stata legalizzata.
”Il fatto che Montevideo sia sede del Segretariato del Mercosur conferisce espressione concreta a questa vocazione a favorire spazi di intesa e cooperazione nella regione”.
Lo ha evidenziato il Papa nel suo primo intervento in Uruguay davanti alle autorità e alla società civile.
”In tempi in cui le differenze possono facilmente trasformarsi in motivo di scontro, perseverare nel rispetto del diritto, nella negoziazione e nella paziente ricerca di accordi costituisce un servizio che l’Uruguay può continuare a offrire ai propri vicini”, l’appello del Papa.”Il carattere laico dello Stato è chiamato a garantire uno spazio in cui credenti e non credenti possano convivere in libertà e nel rispetto reciproco, poiché esistono valori universali”. Lo ha ammonito il Papa parlando alle autorità dell’Uruguay.
“Questa neutralità non implica che la dimensione religiosa debba essere confinata alla sfera privata”, ha osservato.
”Prendersi cura dei più piccoli implica necessariamente garantire loro un’istruzione adeguata”. Lo ha osservato il Papa parlando alle autorità dell’Uruguay.
”La casa in cui un bambino cresce, il nutrimento che riceve e la presenza di adulti che lo accompagnano sostengono i suoi primi anni di vita; l’educazione prolunga questo compito, sviluppa le sue capacità, forma il suo giudizio e lo prepara a partecipare con libertà e responsabilità alla vita della società”, ha aggiunto.
”La formazione ricevuta – ha evidenziato ancora – deve inoltre offrire opportunità concrete per inserirsi nel mondo del lavoro, mettere in pratica quanto appreso e acquisire autonomia grazie al proprio impegno. Il lavoro diventa così uno dei canali che consentono a ogni persona di sviluppare le proprie capacità e di contribuire al bene degli altri”.






