C’è ancora luce, segno di una primavera sempre più inoltrata, quando il Papa esce dai locali della parrocchia, dopo gli incontri con le famiglie più fragili e gli ammalati, e in processione entra in chiesa per celebrare la Messa. A concelebrare il cardinale Baldo Reina, vicario del Pontefice per la diocesi di Roma, il parroco don Paolo Stacchiotti, e gli altri sacerdoti che animano la vita di Santa Maria della Presentazione a Torrevecchia, don Jokens Antony e don Richard Kenneth.
Nei banchi ci sono i fedeli protagonisti della vita di questa chiesa di periferia e che, con il loro servizio volontario, cercano di arginare le difficoltà che si vivono. Anche il Papa le ricorda nella sua omelia incentrata sull’incontro di Gesù con la samaritana. Un episodio che sembra rispondere al bisogno di “acqua nuova” che il Signore suscita nel cuore di ogni uomo. Il Vangelo infatti, afferma il Vescovo di Roma, “oltre che parlare a noi, parla di noi” e parla ad “un territorio con diverse sfide.
Non mancano situazioni di marginalità che preoccupano, povertà materiali e morali. Anche gli adolescenti e i giovani rischiano di crescere ingannati da venditori di morte o disillusi sul futuro. Tanti stanno aspettando una casa, un lavoro che assicuri una vita dignitosa, ambienti sicuri dove potersi incontrare, giocare, progettare insieme qualcosa di bello.
Assetati di speranza
Un quadro a tinte forti: ma è proprio nell’acqua che disseta, nel “pozzo del Vangelo” che qualcosa cambia.
In questa parrocchia arrivano uomini e donne feriti nell’animo, offesi nella dignità e assetati di speranza. A voi il compito, urgente e liberante, di mostrare la prossimità di Gesù, la sua volontà di riscattare la nostra esistenza dai mali che la minacciano con una proposta di vita giusta, vera, piena.
La Chiesa madre
Il Papa indica la via alla comunità cristiana a partire dall’Eucaristia, tornando alla Parola che “zampilla in noi – afferma – come fonte di verità” e capace di aiutare “ciascuno ad aprire gli occhi, per saper valutare con saggezza ciò che è bene e ciò che è male, formando così coscienze libere e adulte”.
Vi incoraggio a fare in modo che le attività parrocchiali siano segno di una Chiesa che – come una madre – si prende cura dei propri figli, senza condannarli, anzi accogliendoli, ascoltandoli e sostenendoli di fronte al pericolo.
Andare avanti con fiducia
Fiducia è la parola che Leone consegna a Torrevecchia; fiducia nel Signore che è accanto e che, come ha fatto con la samaritana, libera con il suo sguardo misericordioso dalle ferite, facendosi “dono” di vita e rendendo chi lo accoglie “una sorgente di verità”. L’invito è di riscoprire in Quaresima la grazia del Battesimo che, “come una porta”, ha introdotto alla fede e alla vita cristiana. “Il Signore – aggiunge il Papa – ci accompagna sempre, lì dove viviamo e così come siamo”, perdonando e “rendendoci capaci di diventare a nostra volta dono per i fratelli”.
Cari fratelli e sorelle, andate avanti con fiducia! In ogni situazione, il Signore cammina con noi e ci sostiene lungo la strada. La Vergine Santissima accompagni sempre i vostri passi nella fede, e vi doni la gioia di essere umili e coraggiosi annunciatori del suo Vangelo.
In dono al Papa al termine della Messa, il parroco don Paolo Stacchiotti ha fatto dono al Papa di una copia della Madonna Pellegrina che, durante il mese di maggio, gira per il quartiere di Bastogi dove da trent’anni vivono Silvia e Donatella, due laiche consacrate della Fraternità dell’Incarnazione.
Testo e foto: Vatican Media





