Il Papa, nel discorso al corpo diplomatico che ha tenuto questa mattina alle 10.00 nell’aula della Benedizione, ha sottolineato le “eccellenti relazioni bilaterali” tra Santa sede e Italia. “La Santa Sede e l’Italia condividono non solo la vicinanza geografica, ma soprattutto la lunga storia, di fede e di cultura, che lega la Chiesa a questa splendida Penisola e al suo popolo. Ne sono un segno anche le eccellenti relazioni bilaterali, suggellate quest’anno dall’entrata in vigore delle modifiche all’Accordo sull’assistenza spirituale delle Forze Armate”, “come pure la firma dell’Accordo per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, che consentirà la fornitura di energia elettrica alla Città del Vaticano“.
“Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé” ma “la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile”, ha detto il Papa nel agli ambasciatori.
Il Papa ha sottolineato “l’importanza del diritto umanitario internazionale, il cui rispetto non può dipendere dalle circostanze e dagli interessi militari e strategici. Il diritto umanitario, oltre a garantire, nelle piaghe della guerra, un minimo di umanità, è un impegno che gli Stati hanno preso. Esso deve sempre prevalere sulle velleità dei belligeranti, al fine di mitigare gli effetti devastanti della guerra, anche in un’ottica di ricostruzione”.
Per Papa Leone “non si può tacere che la distruzione di ospedali, di infrastrutture energetiche, di abitazioni e di luoghi essenziali alla vita quotidiana costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale. La Santa Sede ribadisce con fermezza la propria condanna di ogni forma di coinvolgimento dei civili nelle operazioni militari e auspica che la Comunità internazionale ricordi che la tutela del principio dell’inviolabilità della dignità umana e della sacralità della vita conti sempre di più di qualsiasi mero interesse nazionale”.
Il Papa ha anche ribadito “il rigetto categorico di ogni forma di antisemitismo, che purtroppo continua a seminare odio e morte, e l’importanza di coltivare il dialogo ebraico-cristiano, approfondendo le comuni radici bibliche”. Leone ha ricordato al proposito i 60 anni del documento Nostra Aetate sulla relazione tra le fedi.
“Non possiamo poi dimenticare la sofferenza di tanti detenuti per motivi politici, presenti in molti Stati”, ha continuato il Pontefice sottolineando che in generale i detenuti “non possono mai essere ridotti alla stregua dei crimini che hanno commesso”. Poi ha espresso “viva riconoscenza a quei Governi che hanno risposto positivamente all’appello del mio venerato Predecessore in favore di gesti di clemenza nel corso dell’Anno giubilare”.
Ha poi parlato della situazione del Venezuela, “in seguito ai recenti sviluppi. Rinnovo, al riguardo, l’appello a rispettare la volontà del popolo venezuelano e ad impegnarsi per la tutela dei diritti umani e civili di ognuno e per l’edificazione di un futuro di stabilità e di concordia, trovando ispirazione nell’esempio dei suoi due figli che ho avuto la gioia di canonizzare nell’ottobre scorso, José Gregorio Hernández e Suor Carmen Rendiles, per costruire una società fondata sulla giustizia, sulla verità, sulla libertà e sulla fraternità e così risollevarsi dalla grave crisi che affligge il Paese da molti anni”, ha sottolineato Leone XIV.
Il Papa ha citato, in conclusione, il “protrarsi della guerra in Ucraina, con il carico di sofferenze inflitte alla popolazione civile. Dinanzi a tale drammatica situazione, la Santa Sede riafferma con decisione – ha detto Leone XIV – l’urgenza di un cessate-il-fuoco immediato e di un dialogo animato dalla ricerca sincera di vie capaci di condurre alla pace”.
“Alla Comunità internazionale rivolgo un pressante appello affinché non venga meno l’impegno nel perseguire soluzioni giuste e durature a tutela dei più fragili e per ridare speranza alle popolazioni colpite, rinnovando la piena disponibilità della Santa Sede – ha ribadito Leone confermando la sua disponibilità ad un impegno diretto – ad accompagnare ogni iniziativa che favorisca la pace e la concordia”.
Foto: Vatican Media





