”La sfida ecologica nel nostro tempo è quanto mai urgente”. Lo ribadisce il Papa ricevendo in udienza una delegazione del ‘Gruppo Hera’. ”Da una parte – osserva Leone – assistiamo a un consumo incontrollato di risorse, dall’altra diventa sempre più problematica la gestione e lo smaltimento di enormi quantità di rifiuti. Per non considerare ogni oggetto usato come se fosse un mero scarto, occorre cambiare le nostre condotte, impegnandoci a percorrere un’altra strada. Si tratta, in sostanza, di superare il modello consumistico e di andare verso un sistema produttivo in grado di preservare i beni limitati del nostro pianeta”. Il Pontefice indica una strada costruttiva per la salvaguardia dell’ambiente: ”La vostra attività nel campo del riciclo dimostra che è possibile impegnarsi in questa direzione. Il lavoro che svolgete, infatti, anche in Vaticano, testimonia che alla cultura dello scarto si può opporre con profitto la cultura della cura. Essa non si limita semplicemente agli oggetti e ai prodotti, ma si estende da questi al lavoro umano e dal lavoro alle persone”.
Il Pontefice sferza i cattolici : ”Memori del comandamento di Dio, come cristiani non possiamo rassegnarci ad accettare la cultura dello scarto, essendo piuttosto chiamati a fare un uso sapiente della creazione. Siamo noi, infatti, che abitiamo il mondo e che, con le nostre decisioni e i nostri comportamenti, lo viviamo come un dono di Dio. È importante dare esempio di coerenza: la Chiesa sia la prima a mettere in pratica ciò che essa stessa annuncia. Attraverso la nostra sinergia potremo rendere sempre più bella e accogliente la casa di tutti”.





