Lunedì dell’Angelo, il primo di papa Leone XIV. Una giornata solare, un cielo terso. Un clima quasi estivo accoglie i pellegrini giunti in piazza San Pietro. Ore 12, il momento della recita del Regina Coeli, la preghiera alla Vergine Maria durante il tempo pasquale.
Papa Leone XIV si affaccia dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico. Saluta il pellegrini: “Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! Buona Pasqua! Questo saluto, pieno di stupore e di gioia, ci accompagnerà tutta la settimana. Festeggiando il giorno nuovo, che il Signore ha fatto per noi, la liturgia celebra l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte è tolta per sempre, nel nome di Gesù”.
E continua: “Il Vangelo di oggi ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto , o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio”. Le prime, le donne, annunciano “la vittoria di Cristo sulla morte”, mentre le guardie “annunciano che la morte vince sempre e comunque”. Due versioni opposte dello stesso racconto. E nella versione delle guardie, Cristo non è risorto, “ma il suo cadavere è stato rubato” ricorda il pontefice. Da ciò ne scaturisce che “uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva” precisa papa Leone XIV.
Questo contrasto “ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte” continua il papa.
E’ Cristo la buona notizia da testimoniare nel mondo: “la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita”.
Lo guardo poi ai popoli “tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”.
Il ricordo, infine, per papa Francesco “che proprio il Lunedì dell’Angelo dello scorso anno ha consegnato la vita al Signore. Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità”.
Dopo aver cantato la preghiera mariana, ancora due parole di papa Leone XIV: un “grazie alle iniziative promosse in occasione della giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, rinnovando l’appello perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia il luogo di inclusione e di pace. Ringrazio quanti in questi giorni mi hanno fatto pervenire espressioni di augurio per la Santa Pasqua. Sono riconoscente soprattutto per le preghiere. Per intercessione della Vergine Maria, Dio ricompensi ciascuno con i suoi doni”. E conclude: “Vi auguro di trascorrere nella gioia e nella fede questo Lunedì dell’Angelo e questi giorni dell’Ottava di Pasqua, in cui si prolunga la celebrazione della risurrezione del Cristo. Perseveriamo nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo”.





