“È vero che nel giudizio di Dio sulla salvezza è sempre operante il suo perdono del peccatore pentito, ma il giudizio umano sulla nullità matrimoniale non dovrebbe essere manipolato da una falsa misericordia. Va certamente ritenuta ingiusta qualsiasi attività contrastante con il servizio del processo alla verità. Tuttavia, proprio nell’esercizio retto della potestà giudiziaria dev’essere esercitata la vera misericordia”.
Lo ha detto papa Leone in un articolato discorso rivolto ai partecipanti al Corso di formazione giuridico-pastorale della Rota Romana nel decimo anniversario della riforma del processo di nullità matrimoniale, portata avanti da Papa Francesco. “In questa luce – ha evidenziato Leone – , il processo di nullità matrimoniale può essere visto come un contributo degli operatori del diritto per soddisfare il bisogno di giustizia che è così profondo nella coscienza dei fedeli, e realizzare così un’opera giusta mossa da vera misericordia. Lo scopo della riforma, tendente all’accessibilità e alla celerità nei processi, tuttavia mai a scapito della verità, appare così quale manifestazione di giustizia e di misericordia”.
Il Pontefice ha richiamato proprio quanto affermato nel proemio della Lettera apostolica Mitis iudex del 2015 sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità delle nozze, e cioè “il principio dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale”.
“Un altro presupposto teologico, specifico del processo di nullità del matrimonio, – ha spiegato Leone – è lo stesso matrimonio, in quanto fondato dal Creatore . Nel Giubileo delle famiglie ho ricordato che ‘il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l’uomo e la donna: amore totale, fedele, fecondo’. Come ha sottolineato Papa Francesco, il matrimonio ‘è una realtà con una precisa consistenza’, ‘è un dono di Dio ai coniugi'”.
“Nel trattare le cause di nullità – ha quindi evidenziato – è decisivo questo realismo: la consapevolezza di operare al servizio della verità di una concreta unione, discernendo cioè davanti al Signore se in essa sia presente il mistero dell’una caro, che sussiste per sempre nella vita terrena dei coniugi, nonostante qualsiasi fallimento relazionale”.
“Quale grande responsabilità vi attende – ha quindi sottolineato Prevost ricordando che lui stesso ha operato nei tribunali ecclesiastici -! Infatti, come ci ricordava il Papa Benedetto XVI, ‘il processo canonico di nullità del matrimonio costituisce essenzialmente uno strumento per accertare la verità sul vincolo coniugale. Il suo scopo costitutivo è quindi rendere un servizio alla verità'”
L’udienza alla Caritas
“Ho parlato dei tre pilastri che sostengono l’opera della Chiesa nel mondo: pace, giustizia e verità. Questi pilastri non sono ideali astratti. Sono il lavoro quotidiano della Caritas. Ovunque accompagniate una famiglia sfollata, difendete i diritti dei poveri o offrite un cuore in ascolto ai dimenticati, la testimonianza della Chiesa diventa sempre più credibile”.
Lo ha detto papa Leone ricevendo in udienza i membri del Consiglio di Rappresentanza di Caritas Internationalis.
“In questo spirito – ha aggiunto -, vi incoraggio a continuare ad accompagnare le Chiese locali, rafforzando la formazione dei leader laici e salvaguardando l’unità all’interno della vostra organizzazione. La missione della Chiesa si realizza solo quando camminiamo insieme come compagni di cammino, lasciando che lo Spirito Santo plasmi le nostre opere di misericordia”. Il Papa ha raccomandato anche di trattare le persone sempre con “dignità”, sulla scia della sua esortazione apostolica Dilexi Te.
Foto: Vatican Media





