E’ arrivato il giorno delle Esequie del cardinale Camillo Ruini . Dopo il profondo dolore che la Chiesa ha espresso in questi giorni dopo la sua morte avvenuta nella tarda serata di martedì scorso, 16 giugno, ora è il momento dell’addio, a-Dio. Il feretro è presso l’Altare della Cattedra della basilica di San Pietro. A presiedere il rito, il pontefice . Presenti diversi cardinali, arcivescovi e vescovi. E’ questo il saluto riservato a una delle colonne della Chiesa italiana, una biografia intensa colma di diversi incarichi e responsabilità in seno a Santa Romana Chiesa.
” Per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli “, questo il ritratto che delinea papa Leone XIV nella sua omelia alla celebrazione liturgica. Poi, passa in rassegna, la sua vita densa, colma di Dio, ricordando – in particolar modo – le sue “iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile. Pensiamo al “Progetto culturale”;all’impegno profuso nel promuovere l’apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana; al grande lavoro del Sinodo diocesano e della sua applicazione, qui a Roma; alla sua presenza attiva e dialogante ai vari livelli della vita della Chiesa, come pure del mondo laico e della società”.
Cita poi le Letture appena ascoltate durante la celebrazione. Fa riferimento a san Paolo di Tarso con la sua frase «Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenza, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio». Ed è proprio questa – secondo papa Leone XIV – “la verità che ha animato anche il Cardinale Ruini nel suo ministero. L’amore di Dio è fedele, niente può sconfiggerlo né separarcene, perché è dono suo, viene da Lui, e ci è profuso al di là di ogni nostro merito e dobbiamo”. E cita il suo Testamento spirituale nel quale “parlando delle tante persone nei confronti delle quali sentiva gratitudine per il bene elargitogli – continua il pontefice – il Cardinale Camillo ha scritto: «Da loro ho ricevuto non meno di quello che ho cercato di dare». Penso che siano parole che possono aiutare anche noi a vivere le nostre responsabilità ei nostri diversi servizi con la stessa umiltà e con la medesima fiducia in Dio”.
Un’altra frase della Scrittura (presente sempre nella Liturgia) che cita papa Leone XIV è tratta dal Vangelo di Giovanni: «Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io». In queste parole, papa Leone XIV vede un sunto del programma, “la direzione e lo scopo ultimo di una vita spesa per il bene dei fratelli e vissuta nella ricerca costante dei disegni di Dio per la propria e la loro salvezza”. E, ancora una volta, il pontefice fa riferimento al Testamento spirituale del porporato: “Spero, Signore, di aver operato non per interessi personali ma per gli obiettivi che mi erano affidati e che condividevo di cuore”, così ricorda il pontefice.
Un’omelia di ricordi, quella di papa Leone XIV:vengono in mente gli incontri con i pontefici che lo stesso Ruini ha vissuto: come quella con san Paolo VI e, in special modo, con san Giovanni Paolo II nel quale – facendo riferimento sempre al suo Testamento spirituale – il cardinal Ruini ha “sperimentato” la presenza del Signore.
Infine, alcune parole sul motto dell’Episcopato che il porporato aveva scelto come vescovo: “La verità ci renderà liberi”. Parole che “riassumono la profonda concezione di persona e di libertà che Cristo ci ha rivelato e che la Chiesa insegna: siamo fatti per la verità e per il bene, e solo in questo troviamo unità, pace e piena realizzazione, nella vita terrena e per l’eternità” continua il pontefice. Ed è proprio guardando alla vita del cardinale Ruini – conclude papa Leone XIV – “a come è vissuto ea come ha lasciato questo mondo, possiamo cogliere un segno della forza e della solidità con cui l’uomo cresce e maturazione quando trova nella Verità che viene da Dio il centro e il perno della propria esistenza” (ACI Stampa)..






