Subito dopo la recita dell’Angelus il Papa lancia un appello per la pace in Ucraina. “Con animo addolorato ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hanno colpito di recente diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti”. “Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura. Rivolgo un nuovo appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprire i cuori al dialogo e alla pace. Auspico che gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia”. “Prevalga la concordia a tutti i conflitti del mondo”, questo l’appello finale.
Ci sono “almeno due modi di esercitare l’amore vicendevole. Il primo è diventare capaci di correzione fraterna. È un’arte delicata e troppo spesso dimenticata, che chiede franchezza e gradualità”; la seconda via è “mettersi d’accordo”, ha detto il Papa commentando il Vangelo del giorno. “Parlarsi sinceramente – dapprima a tu per tu, poi se necessario fra due o tre persone, infine, quando occorre, con l’intera comunità – significa affrontare la realtà e trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita. Il lamento e la maldicenza – ha detto Papa Leone – sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni. Il Vangelo, invece, ci educa alla libertà, nella carità”.
“C’è poi un secondo modo di amare fraternamente, che per Gesù trasforma persino la preghiera: mettersi d’accordo. Non soltanto quando c’è un conflitto, ma per chiedere a Dio qualche dono”. “Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”, ha concluso il Pontefice.





